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L'incontro

Aggressioni ai sanitari: tra le misure un filo diretto con le questure

L’esito dell’incontro tra istituzioni. Presenti anche i vertici della polizia e della guardia di finanza di Pordenone

Il caso della dottoressa Adelaide Andriani, la specializzanda aggredita a Udine durante il turno di guardia medica, è stato al centro dell’ultimo incontro per l'ordine e la sicurezza pubblica dove era presente l’assessore con delega alla Salute del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi. Durante l’incontro non hanno partecipato solo i responsabili del territorio udinese e i direttori della Sores (Struttura operativa regionale emergenza sanitaria) e dell’azienda sanitaria Asufc, ma anche i vertici della polizia e della guardia di finanza di Pordenone. Questo perché gli episodi di violenza in corsia non riguardano solo l’ospedale di Udine. Basta ricordarsi che proprio di recente una persone ha sputato a un infermiere del Santa Maria degli Angeli, dopo essersi lamentato dell’attesa in pronto soccorso. E non è stato l’unico accertato considerando l’aggressione verbale verso il personale e la rottura delle vetrate nella sede di via Montereale. 

I malumori crescono così come i numeri riscontrati negli ultimi anni non cennano ad arrestarsi. Per questo è necessario pensare alle misure da adottare in modo da garantire la sicurezza di medici e infermieri. «L'aggressività - ha ricordato Riccardi - purtroppo è un fenomeno in aumento ed è un problema che va affrontato. Ci siamo assunti fin da subito l'impegno di verificare quali siano le dotazioni tecnologiche che si possono implementare nei presidi di guardia medica, non soltanto all'esterno delle strutture ma anche negli ambienti interni: i professionisti, cioè, devono avere la possibilità di conoscere quello che c'è fuori dall'ambulatorio tramite uno schermo o un videocitofono. Lo riteniamo un fattore importante, anche su suggerimento della stessa specializzanda aggredita, un'esigenza recepita durante il nostro recente incontro».

vertice sanità 2

Uno dei punti essenziali emersi nel corso dell’incontro è lo sforzo congiunto tra istituzioni e forze dell’ordine allo scopo di creare un filo diretto con le questure nei casi in cui venga chiesto un intervento immediato.

«Il lavoro da fare adesso, in sinergia, è quello di garantire un'ulteriore implementazione del sistema di sorveglianza e videosorveglianza, - conclude Riccardi - che ricordo già esiste, per cercare di superare questo momento di difficoltà. Va detto che il problema delle aggressioni ai sanitari riguarda purtroppo tutto il territorio nazionale, frutto di una società che vive un delicato periodo di tensione sociale spesso sfociante nella violenza fisica».

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