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Giovedì, 22 Febbraio 2024
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Chirurgia, a Pordenone i primi interventi al ginocchio con un robot

Le operazioni sono state eseguite dal medico Luigi Corso con il supporto dell'equipe della SC di Ortopedia e della tecnologica robotica Mako

Primi interventi di artroprotesi di ginocchio riusciti. Il medico Luigi Corso si è infatti servito della tecnologica robotica Mako per compiere due operazioni chirurgiche con il supporto della sua equipe della SC di Ortopedia. Il vantaggio offerto da questa tecnologia, ora a disposizione anche nell'ospedale di Pordenone, è di aiutare il chirurgo nella fase delicata dell'intervento avendo così maggiore precisione rispetto alle tecniche tradizionali. Ciò consente una pianificazione e una posizione precisa dell’impianto di protesi dato che il robot si basa sulla combinazione di un piano chirurgico pre-operatorio (ottenuto con una TAC). Il robot, inoltre, lavora in un campo definito e controllato, così da evitare di danneggiare parti non coinvolte.

Grazie a questa ultima tecnologia poco invasiva il medico può preservare i tessuti muscolari, limitando la perdita di sangue durante l’intervento e, di conseguenza, riducendo il dolore post-operatorio. È un supporto, fa sapere Luigi Corso, «che si affianca alle capacità professionali già presenti nella nostra realtà ortopedica. Il chirurgo - afferma il dott. Corso - esegue l’intervento di chirurgia protesica di ginocchio, ma il robot, analizzando e confrontando i dati rilevati dall’operatore, ricostruisce tridimensionalmente il ginocchio e la regione anatomica in cui andrà inserita la protesi, permettendo un salto qualitativo in sede operatoria».

Vantaggi

Il paziente avrà diversi benefici con questo strumento di ultima generazione: miglior posizionamento dell’impianto; corretto allineamento e cinematica articolare; risparmio osseo; minor sanguinamento; maggior rispetto delle strutture legamentose dell’arto. I vantaggi in realtà non si fermano qui. Se si guarda infatti il periodo post-operatorio il recupero sarà ancora più rapido dato che serviranno infatti meno giorni di degenza per un rapido ritorno alle usuali attività quotidiane e lavorative. 

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