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Sanità in crisi

Chiusura punto nascite a San Vito, proclamato lo stato di agitazione

La mobilitazione dopo la decisione della sospensione dovuta alla carenza di personale. I sindacati chiedono in questo caso le dimissioni del direttore del dipartimento materno infantile, Dr. Roberto Dall'Amico, e della Dr. Roberta Pinzana.  Previsto un incontro con il prefetto per venerdì

Uil Fpl e Nursind hanno deciso di proclamare lo stato di agitazione dopo l'annuncio della chiusura del Punto nascite a San Vito al Tagliamento. Il personale di Asfo ha richiesto inoltre delucidazioni all'azienda in merito all'accordo sull'indennità di Pronto Soccorso. Tematiche che saranno affrontate nel corso di un incontro, previsto per venerdì 24 novembre, con il prefetto di Pordenone. 

Le associazioni sindacali chiedono a gran voce le dimissioni del direttore del dipartimento materno infantile, Dr. Roberto Dall'Amico, e della Dr. Roberta Pinzana che ha firmato la nota sulla sospensione del Punto nascite. Nel testo si mette in evidenza i rischi per le partorienti, ma secondo quanto sostenuto dal segretario generale di Uil Fpl Fvg Stefano Bressan e di Nursind Fvg Luca Petruz  «nessuno dei professionisti del comparto è stato coinvolto nella decisione presa e certamente non codividono, anzi sarebbe meglio dire subiscono, la scelta del primario». I gruppi rincarano la dose dichiarando che hanno ricevuto la notizia dai social, e «solo successivamente alla fuga della notizia, tenuta debitamente nascosta, viene comunicata con una riunione di reparto il 16 novembre. Modalità, questa, irrispettosa». 

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I dati

A partire dal 2017 il personale medico è passato da nove a tre unità dopo le dimissioni di quattro professionisti e tre neoassunti. Allo stesso tempo i parti si sono ridotti da mille (dato del 2016) ai 508 del 2022.  Il ricorso a medici gettonisti non consentiva una gestione adeguata del servizio e non  garantiva la sicurezza nei parti a San Vito. Su questo punto, però, le associazioni replicano. «Fino dal 2020 ci si avvale della collaborazione di medici libero professionisti ma solo adesso questa modalità risulta pericolosa tanto da determinare la sospensione del servizio». 

Inoltre il calo delle nascite non è una motivazione sufficiente per spiegare la chiusura del reparto dato che la proiezione dei parti del 2023 a San Vito sarebbe stata di circa 530 parti. «L'andamento delle nascite dimostra che l'unico presidio della zona ad avere un andamento anomalo sembra essere quello di San Vito. Altre sedi come Portogruaro e Tolmezzo hanno numeri ben al di sotto dei 500 parti mentre quella di Latisana ha cifre che sono in linea con quelli della struttura sanvitese».  La decisione potrebbe spingere i pazienti a rivolgersi all'ospedale di Portogruaro con il rischio di un aumento dei corso per il sistema sanitario regionale.  

Tornando sul discorso legato alla sicurezza, le organizzazioni riprendono una delle dichiarazioni del direttore generale di Asfo Giuseppe Tonutti dove aveva spiegato che non sarebbe stata rinnovata la convenzione con il policlinico San Giorgio. «Come saranno gestiti i 2500 parti all'anno nel nuovo ospedale di Pordenone in cui è prevista una riduzione dei posti letto per Ostetricia e Ginecologia?». 

La richiesta

Secondo Uil Fpl e Nursind la scelta di sospendere il punto nascita non solo «lede la dignità e la professionalità di tutte le figure che lavorano nel reparto» ma è lagata alle scelte del direttore di struttura e del primario che non hanno a che fare con il calo demografico». Motivo per cui chedono alla direzione di creare una equipe medica unica composta da quindici medici che operano a Pordenone e tre da destinare a San Vito in modo da perfettare a entrambe le strutture Asfo di rimanere competitive anche in visione dei progetti futuri di non rinnovare la convenzione con la clinica San Giorgio». 

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