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«Autocelebrativo e che nasconde la realtà»: le opposizioni bocciano il discorso di fine anno di Fedriga

«Il discorso di fine anno del presidente Fedriga è il solito discorso autocelebrativo, abile nel curvare mediaticamente una situazione ben diversa», ha dichiarato Honsell

Un discorso autocelebrativo, che nasconde i problemi e disegna una realtà diversa dall'esistente: in sintesi è questo il commento che si leva dai banchi dell'opposizione in consiglio regionale al discorso di bilancio di fine anno del presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga. 

I commenti

«Quello di Fedriga è stato un monologo all'insegna del tutto va bene, ma la realtà non è proprio quella evidenziata dal presidente. Sono quasi sei anni che il centrodestra governa il Friuli Venezia Giulia: a parte il contesto generale cambiato (dal 2020 le regole sul Patto di stabilità sono state sospese e ciò ha permesso la liberazione di enormi risorse finanziarie che prima non si potevano spendere), Sistema sanitario ed enti locali stanno peggio di prima, investimenti miliardari sono andati fuori regione, le politiche ambientali e abitative sono ferme al palo, nonostante le risorse finanziarie a disposizione. Insomma, non sono tutte rose e fiori come viene narrato". Così parla il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Diego Moretti, a margine della conferenza stampa di fine anno del presidente della Regione, Massimiliano Fedriga. "Di fronte a situazioni di gravità straordinaria per il sistema Regione - sostiene Moretti -, le risposte sono state finora ordinarie. Le disponibilità finanziarie sono enormi, ma sulla sanità stiamo assistendo a scelte incomprensibili (il punto nascita di San Vito, chiuso da poco, era ben oltre la soglia dei 500 parti/anno) che stanno portando al progressivo indebolimento della sanità pubblica". Continua il dem: "L'unica preoccupazione di Fedriga sta ora nello svolgimento del terzo mandato da presidente, dimenticando che il Friuli Venezia Giulia è una delle pochissime Regioni che non ha ancora la doppia preferenza di genere (proposta del Pd, bocciata per tre volte nella precedente legislatura), che forse sul terzo mandato la sua Maggioranza non è d'accordo e che, infine, la stessa legge elettorale regionale non ha bisogno di stravolgimenti, ma di un rinnovato e più forte ruolo del Consiglio, visto sempre più da tanti suoi assessori come una dependance, per di più fastidiosa, della Giunta». 

Autonomisti

«Il presidente Fedriga cerca di nascondere le criticità profonde del sistema Regione attraverso la distribuzione a pioggia delle ingenti risorse oggi disponibili, mai viste nella storia del Friuli Venezia Giulia. Purtroppo il risultato di questo approccio irresponsabile e finalizzato esclusivamente alla ricerca del consenso si vedrà fra qualche anno, quando le risorse caleranno e i problemi rischieranno di esplodere". Non usa mezze parole, nella sua nota, il capogruppo del Patto per l'Autonomia-Civica Fvg, Massimo Moretuzzo. "Faccio presente al presidente della Regione che quando parla della sanità e attacca le Opposizioni dando lezioni di stile, si dovrebbe anche ricordare che non c'eravamo noi 6 anni fa a manifestare davanti ai punti nascita, ma c'era lui con il suo amico Salvini, con tanto di felpe dedicate. Dopo 6 anni di governo targato Centrodestra e nonostante centinaia di milioni di euro immessi nel sistema salute, la situazione sta precipitando e gli unici soddisfatti sono i soggetti privati che si stanno mangiando progressivamente la sanità pubblica", attacca Moretuzzo. "Anche rispetto alle autonomie locali - prosegue il capogruppo del Patto-Civica Fvg -, la foglia di fico del ritorno delle Province non nasconde la situazione disastrosa in cui si trovano i Comuni. Le decine di milioni di euro per nuove opere pubbliche distribuite con la concertazione non risolvono la condizione di tante amministrazioni locali, prive del personale per realizzare i progetti. Per non parlare della vergogna dell'esclusione dai contributi dei Comuni non allineati con la Giunta regionale».

«I segnali che i prossimi saranno anni complicati - così ancora Moretuzzo - arrivano anche dai dati economici e occupazionali: il calo delle assunzioni e le previsioni sul 2024 rappresentano più di un campanello d'allarme. Anche in questo caso, però, l'esecutivo continua con la narrazione del tutto va a gonfie vele, siamo i migliori. Nessun segno di ripensamento sugli investimenti completamente sbagliati fatti rispetto, ad esempio, agli impianti sciistici, con decine di milioni di euro buttati in opere che sono fuori dalla storia, come dimostrano le vette prive di neve di questi giorni e come continua a ripeterci la comunità scientifica". "Purtroppo, a pagare le conseguenze di questo modo poco lungimirante di governare saranno le persone e le comunità del Friuli Venezia Giulia», conclude il consigliere.

«Altro che transizione energetica»

«Il discorso di fine anno del presidente Fedriga è il solito discorso autocelebrativo, abile nel curvare mediaticamente una situazione ben diversa. Sostiene Fedriga che il Friuli Venezia Giulia è una Regione 'green'. Ma la smetta di vantarsi della Valle dell'idrogeno. Per quel progetto europeo, la Regione ha ricevuto alcune centinaia di migliaia di euro e ne ha messi vicino altrettanti; le aziende Fvg hanno un ruolo marginale; le centinaia di milioni le hanno messe e ricevute la Slovenia e la Croazia e le loro aziende. Il Fvg ha un ruolo di comparsa", afferma in una nota Furio Honsell, consigliere regionale di Open Sinistra Fvg. "I contributi alle famiglie per il fotovoltaico premiano solamente coloro che i soldi ce li hanno comunque già, perché sono un rimborso del 40% a opere collaudate. Nella legge di stabilità non si parla, invece, di mitigazione dei mutamenti climatici. Altro che transizione energetica, ben 55 milioni vanno per lo sconticino per la benzina e il diesel agevolati che premia chi consuma di più senza tenere conto dell'Isee, e ammorberà una regione che non ha saputo approvare un piano della qualità dell'aria. Sul diritto allo studio la Regione non si canti fa quanto prescrive la legge statale, nulla di più. Fedriga sostiene che questa manovra di bilancio è la più ricca della storia, ma dimentica di parlare dell'inflazione. Questa peserà sulla sanità e sui lavori pubblici. Tralascia anche di dire che parte di questi milioni in più derivano proprio dalle entrate dell'Iva, cresciute per l'inflazione e versate da tutti i cittadini», chiosa Honsell.

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