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Sanità / Aviano

Cro, entro l’autunno i lavori per la protonterapia

Ad affermarlo è il vicepresidente della Regione Riccardi. L’istituto diventerebbe così il quinto in Italia a dotarsi di un proprio centro protoni

Sembra essere vicina la data d’inizio dei lavori per la protonterapia. Ad sostenerlo è Riccardo Riccardi, vicepresidente che questa mattina, nella sede del Cro di Aviano, ha incontrato il direttore generale Francesca Tosolini e i professionisti che svolgono le proprie attività all’interno  della struttura. Secondo quanto riportato dall’assessore regionale alla Salute, la posa della prima pietra del cantiere sarà prevista per l'autunno 2023. In ritardo rispetto ad altri centri come l’Istituto Europeo di Oncologia di Milano che ha già fissato l’apertura del suo Proton Center prevista per settembre. Burocrazia a parte, è comunque una buona notizia per il centro di riferimento oncologico che potrà dotarsi di un proprio centro protoni diventando il quinto istituto dopo Milano (lo Ieo), Trento, Catania e il Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica di Pavia. Il Cnao ha per altro stretto una collaborazione con l’Irccs di Aviano per lo sviluppo dell’ impianto di protonterapia all’interno della sede pordenonese. Un trattamento avanzato di radioterapia  che  al posto dei raggi X si serve dei protoni per colpire la massa tumorale con precisione riuscendo in qualche modo a escludere i tessuti sani. 

«Il progetto definitivo che porterà questa tecnologia di ultima generazione nelle disponibilità dei pazienti della nostra regione e di quelli che vivono al di fuori dei suoi confini - prosegue Riccardi - è al vaglio della conferenza dei servizi che entro fine giugno deve dare il proprio parere positivo». Dopodiché, come afferma l’esponente della Giunta Fedriga, «andranno rispettati i tempi tecnici di 45 giorni, per la presentazione del progetto esecutivo, e si procederà con un ulteriore step di approvazione. Saremo quindi pronti per la posa della prima prima pietra, nell'autunno prossimo».

L’iter dei lavori

Per questo progetto verranno spesi 32 milioni di euro. Un finanziamento suddiviso in parti uguali tra fondi del centro di riferimento oncologico e contributi messi a disposizione dalla Regione. Di questo apparecchio se ne parla dal 2017 sin dall’amministrazione Serracchiani come si legge dalle vecchie dichiarazioni dell’esponente del Pd Sergio Bolzonello. Il piano è stato poi confermato dall’odierno presidente Fedriga, consentendo al Cro di procedere con l’accordo con l’azienda americana produttrice del macchinario. Nel 2021 è stato invece firmato il contratto per la fornitura della protonterapia dopo che l’appalto è stato affidato alle  ditte Iba-Ion Beam Application S.A. (Belgio) e Bettiol Srl (Bolzano).  L'avvio del cantiere era previsto inizialmente nel primo semestre del 2022, con consegna dei lavori verso la fine del 2024. Ma i tempi burocratici uniti ai rallentamenti legati alla pandemia hanno di fatto rallentato l’intera procedura. 

Il commento delle opposizioni

«Peccato che i lavori partiranno con due anni di ritardo rispetto a quanto annunciato nel 2021», afferma il consigliere regionale Nicola Conficoni (Pd). «Il pesante slittamento dell'avvio di questo importantissimo e atteso intervento non fa altro che confermare la trascuratezza della Giunta Fedriga verso la sanità pordenonese - conclude Conficoni - che in questi anni è stata fortemente indebolita a partire dal grave sottofinanziamento dell'Asfo».

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