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Sabato, 24 Febbraio 2024
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Ex Fiera, il Comitato: «Interrotto il dialogo con il Comune. Ne prendiamo atto»

La lettera aperta del Comitato: «L'amministrazione non ha mantenuto le promesse. Ci auguriamo che episodi come questi, imposti in modo autoritario dalla Giunta, non si ripetano mai più».

«Prendiamo atto del sostanziale fallimento dell’azione di dialogo con l’Amministrazione, e constatare, una volta per tutte, quanto per la verità già espresso a più riprese dal Sindaco: ovvero la natura irrinunciabile, immodificabile e addirittura incontestabile di questo progetto». Il Comitato Molinari con una lettera annuncia che si è definitivamente interrotta la via del confronto con il Comune di Pordenone sull'Ex Fiera, nonostante l'associazione abbia più volte dimostrato di essere tra quelle più aperte a un possibile compromesso con la giunta Ciriani. Gli attivisti hanno più volte provato la strada del dibattito cercando di trovare un punto d'incontro con le istituzioni sul progetto del Polo Young che prevede il taglio dei 53 tigli e la rimozione della 'piastra' usata dai ragazzi per giocare a basket. Sebbene Lidia Diomede, assessore all'Urbanistica, avesse accolto alcune richieste del Comitato, di quelle modifiche «non vi è traccia né nel progetto definitivo approvato dalla Conferenza dei Servizi, né nelle migliorie progettuali richieste dall’Amministrazione nel Bando di gara per l’assegnazione dell’appalto».  

L'unico fronte aperto al momento è quello di Legambiente e Il Tiglio Verde che hanno deciso di depositare il ricorso al Tar contro il progetto del Polo Young dell'ex Fiera.

La lettera integrale

«Il “Comitato per la rigenerazione del quadrante Molinari” è nato a seguito del mancato coinvolgimento dei cittadini nei progetti di trasformazione urbana che riguardano l’area, e in particolare nel progetto del così detto “nuovo Polo Young”. Fin dalla sua fondazione, il Comitato Molinari ha cercato di coinvolgere la comunità in un dibattito aperto sulle scelte calate dall’alto dall’Amministrazione comunale, stimolando l’elaborazione di analisi e proposte per la valorizzazione dell’area: un’area che al proprio cuore vede la presenza di uno spazio aperto vitale e sicuro per le persone che lo utilizzano, caratterizzato da una elevata qualità ambientale e urbana, e da una ricchezza di relazioni sociali. Il Comitato ha perseguito il duplice obiettivo di informare i cittadini e di ricercare un dialogo critico ma costruttivo con l’Amministrazione, ispirandosi ai pilastri di un’azione civica e a-partitica, basata su uno studio approfondito dei documenti di progetto e su una valutazione oggettiva dei fatti, e perseguendo un approccio assembleare finalizzato a stimolare il confronto e la condivisione tra i partecipanti.

Sin dai primi incontri è emersa la forte contrarietà del Comitato al progetto del “nuovo Polo Young” così come concepito dall’Amministrazione: un progetto che disconosce e minaccia di distruggere gli elementi di maggior valore che oggi caratterizzano l’area ex-Fiera, e che costituiscono la ragione del profondo legame avvertito dagli abitanti nei suoi confronti. Da un lato, infatti, con il nuovo progetto verrà a perdersi per sempre l’attuale piastra pubblica per il gioco all’aperto, che costituisce il più importante spazio per l’attività sportiva libera della città, fruito abitualmente da migliaia di persone di tutte le età, lungo tutto l’anno. D’altro lato, per fare spazio ai nuovi edifici, si dovranno abbattere oltre 50 alberature storiche (recentemente censite su iniziativa dell’ex assessore all’Ambiente e dell’ufficio verde urbano, mai coinvolti nell’iter progettuale): un patrimonio con importanti funzioni ambientali ed ecosistemiche, che non saranno mai compensate dai nuovi e costosi impianti annunciati a seguito delle prime reazioni.

Questa posizione è stata sintetizzata in un documento, protocollato presso il Comune in data 18 luglio 2023, con il quale il Comitato chiedeva modifiche sostanziali al progetto, in assenza delle quali proponeva di rinunciare ai fondi PNRR, e di concentrare gli altri finanziamenti disponibili (circa 12 milioni) sulla sola riqualificazione dell’edificio dell’ex-Fiera, considerato più che adeguato alle esigenze della città. Tale documento era supportato anche dai risultati delle analisi preliminari sul progetto del “nuovo Polo Young”: i 24 milioni di euro di fondi pubblici allocati si tradurrebbero in un costo di costruzione pari a circa 3.400€/mq, ovvero il doppio rispetto ai normali costi di mercato per questo tipo di interventi; questo enorme investimento causerebbe un aumento del consumo di suolo di oltre il 40% rispetto alla situazione attuale, una riduzione del 35% della superficie di verde pubblico, e di ben il 66% di quella sportiva liberamente fruibile a terra, a fronte di un incremento di appena l’1% della superficie per la pratica sportiva al chiuso rispetto all’attuale edificio dell’ex-Fiera.

Allo stesso tempo, grazie all’impegno dei suoi portavoce, il Comitato attivava un percorso di dialogo con l’Amministrazione basato sul confronto nel merito dei dati reali del progetto, che ha portato allo svolgimento di numerosi incontri tra luglio e novembre 2023.

L’Assessore all’Urbanistica, Dott.ssa Lidia Diomede (l’unico membro della giunta ad aver accettato di incontrare i portavoce), ha risposto al documento del Comitato con una lettera, protocollata in data 31 luglio 2023, nella quale prendeva l’impegno ad aggiornare il progetto incorporando alcune delle richieste avanzate, tra cui l’aggiunta di due campetti sportivi a terra e di un sistema di risalita indipendente per l’accesso a quelli previsti sul tetto del nuovo edificio, posti a un’altezza di quasi 20 metri da terra. Di queste e di altre modifiche, purtroppo, non vi è traccia né nel progetto definitivo approvato dalla Conferenza dei Servizi, né nelle migliorie progettuali richieste dall’Amministrazione nel Bando di gara per l’assegnazione dell’appalto. Non resta dunque che prendere atto del sostanziale fallimento dell’azione di dialogo con l’Amministrazione, e constatare, una volta per tutte, quanto per la verità già espresso a più riprese dal Sindaco: ovvero la natura irrinunciabile, immodificabile e addirittura incontestabile di questo progetto, a dispetto della promessa, anche questa non mantenuta, di attivare “Living Lab” con i cittadini, fatta dal precedente assessore all’urbanistica già nell’agosto 2022.

Come cittadini del Comitato ribadiamo la convinta contrarietà al progetto, ed esprimiamo il nostro forte rammarico per i modi con i quali questa Amministrazione ha imposto un’opera che sin dalle prime uscite sui giornali è apparsa controversa, divisiva e immotivatamente costosa. Si tratta di una brutta pagina nella storia di Pordenone, che stride con il significato di apertura che nel suo simbolo caratterizza la nostra città, e che presenta risvolti paradossali. Di questo progetto, infatti, si continua a parlare come di un modello di rigenerazione urbana, mentre questa, per sua natura, dovrebbe riguardare situazioni di reale degrado urbano o sociale, su cui intervenire attraverso la valorizzazione delle risorse ambientali, storiche, culturali e civiche esistenti: esattamente l’opposto di quanto si sta facendo a Pordenone.

Si poteva - e si doveva - agire altrimenti; ma questa è purtroppo una prassi amministrativa e politica sempre più diffusa nel nostro paese: si preferisce anteporre i risultati raggiungibili nel breve volgere di un mandato elettorale, piuttosto che costruire progettualità di lungo respiro che partano dall’ascolto e dal coinvolgimento dei cittadini, per ricercare soluzioni anche ambiziose, ma sensate. Per questo, avremmo preferito vedere investiti i fondi del PRNN per portare un parco in mezzo al Bronx, invece che un po’ di Bronx in mezzo a un parco. Ma tant’è: spetta a chi “amministra” decidere dove indirizzare i fondi pubblici, e ora, al TAR regionale decidere sul destino dei tigli e dei campetti.

Desideriamo infine rivolgere un accorato appello ai cittadini di Pordenone e alle Amministrazioni future affinché, memori di questa vicenda, non si ripetano mai più progetti di trasformazione degli spazi pubblici così rilevanti imposti in modo autoritario, né abbattimenti indiscriminati e ingiustificati del patrimonio arboreo, né cementificazioni di verde pubblico nel cuore della nostra città – vista peraltro l’abbondanza di aree realmente degradate o abbandonate da rigenerare. Per questo motivo il Comitato continuerà a svolgere la propria azione di informazione e dialogo con la comunità sulle ragioni che abbiamo qui solo brevemente esposto, e sui prossimi sviluppi di questa vicenda».

I cittadini riuniti nel Comitato Molinari

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