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I numeri

Famiglie sempre più povere, casi in aumento a Pordenone

Nel 2023 sono state 7600 le persone che si sono rivolte ai Servizi Sociali. L'assessore Cucci: «Stiamo lavoriamo per generare qualità di vita e ridurre le diseguaglianze, cercando soluzioni sostenibili e innovative»

Nel 2023 sono state oltre settemila le persone che si sono rivolte ai Servizi Sociali dell’Ambito. Dati che destano preoccupazione e che sono stati esposti a Cordenons nella prima assemblea dei sindaci dell’Ambito territoriale del Noncello dell’anno, presieduta dall’assessora pordenonese Guglielmina Cucci affiancata per la parte tecnica dalla dirigente Rossella Di Marzo.  

Nel corso del confronto è stato illustrato documento di sintesi che delinea le azioni che verranno sviluppate quest'anno. «I dati - afferma Cucci - parlano da soli nel confermare un aumento di fragilità e nuove povertà. A rivolgersi ai Servizi Sociali dei Comuni, che dimostrano capacità di intercettazione precoce dei bisogni, sono state infatti circa 600 persone in più rispetto all’anno precedente, portando il numero delle persone seguite nei sei Comuni che costituiscono l’Ambito sociale a oltre 7600».

Sono molti i fattori che influenzano questo numero: «Le difficoltà, acuite dalla solitudine e dall’aumento delle famiglie monogenitoriali, crescono in tutte le aree con motivazioni diverse, a partire dall’area anziani che risente degli indici demografici, con problematiche legate alla non autosufficienza e alla fragilità. La casa si conferma come l’emergenza primaria in area adulti, non solo per la carenza di immobili, ma anche per il suo mantenimento, accanto a reddito e lavoro. Sfilacciamento delle relazioni familiari, conflittualità di coppia e difficoltà nella gestione dei ruoli genitoriali determinano povertà educativa e problematicità della gestione il lavoro di cura. Nell’area minori rimane in evidenza il tema della disabilità».

Per questo l'obiettivo è di rafforzare i vari Servizi per la Famiglia con la realizzazione del Centro per le famiglie e l’estensione del progetto PIPPI per il sostegno alle capacità genitoriali e la prevenzione della vulnerabilità, anche con mezzi previsti dal Piano “Prospettiva famiglia”. Altri aspetti da non sottovalutare sono il rafforzamento dell’assistenza domiciliare e la promozione di un diverso approccio alla disabilità secondo quanto previsto dalla legge regionale sulla disabilità. «L’auspicio - conclude Cucci – è quello di generare qualità di vita per la cittadinanza e incidere sulle disuguaglianze per restituire uguali condizioni di partenza ai bambini, supporti adeguati alle famiglie, capacitazione e vita dignitosa per chi oggi si trova in condizione di fragilità e vulnerabilità».

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