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Martedì, 25 Giugno 2024

Festa della Repubblica, il prefetto: "La nostra è una Costituzione viva"

"È un nostro dovere farla muovere nella società rendendone attuali e concreti i suoi contenuti" ha dichiarato Natalino Domenico Manno.

Si è svolta questa mattina nell'area del piazzale Ellero dei Mille la cerimonia del “78° Anniversario della Fondazione della Repubblica”. Il 2 giugno rappresenta l'occasione per ricordare le conquiste del passato (in primis il voto delle donne) e riflettere sui valori democratici che sono scritti nero su bianco sulla nostra Costituzione. Presenti alla manifestazione il vice ministro Vannia Gava, il sindaco Alessandro Ciriani, il prefetto di Pordenone Natalino Domenico Manno e del Comandante della 132^ brigata Ariete Domenico Leotta.

La gente ha partecipato numerosa all'evento insieme ai vari rappresentati delle istituzioni civili e militari. La cerimonia è iniziata alle 9:15 con lo schieramento del picchetto d’onore, proseguita con l'Alza Bandiera, l'inno Nazionale (eseguito dalle Filarmoniche Città di Pordenone e di Maniago) e con la deposizione della corona al Monumento ai Caduti.

Le parole di Mattarella

A quel punto c'è stata la lettura del messaggio che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato a tutti i prefetti d'Italia. "Nel 1946 - scrive il Capo dello Stato - la scelta del popolo italiano per la Repubblica scrisse una pagina decisiva di democrazia e pose le basi per un rinnovato patto sociale, che avrebbe trovato compiuta articolazione nella Carta costituzionale. Un esito al quale si giunse dopo i tragici eventi bellici e la lotta di Liberazione dal nazifascismo, costellata da molteplici episodi di eroismo, da eccidi efferati, di cui nel corso di quest’anno, con commossa partecipazione, viene commemorato l’ottantesimo anniversario in numerose località".

Per questo è importante "Fare memoria del lascito ideale di quegli avvenimenti fondativi è dovere civico e preziosa opportunità per riflettere insieme sulle ragioni che animano la vita della nostra collettività, inserita oggi nella più ampia comunità dell’Unione Europea cui abbiamo deciso di dar vita con gli altri popoli liberi del continente e di cui consacreremo, tra pochi giorni, con l’elezione del Parlamento Europeo, la sovranità. Fare memoria è un esercizio proprio a ogni cittadino e soprattutto per quanti, esercitando pubbliche funzioni, trovano nei principi costituzionali di libertà, uguaglianza e solidarietà una bussola di sicuro orientamento di fronte alle complesse sfide del presente".

Le foto delle celebrazioni della Festa della Repubblica

L'intervento del prefetto

A prendere la parola è stato il prefetto di Pordenone, Natalino Domenico Manno, che ha sottolineato l'importanza della diffusione dei valori presenti nella Carta Costituzionale. "È da qui che inizia il cammino delle istituzioni democratiche della nostra Repubblica con uno sguardo attento all'effettiva e concreta realizzazione dei principi di libertà, di dignità sociale e di eguaglianza, al pieno sviluppo della persona umana e all'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale" - ha dichiarato il prefetto - " L'idea fondante della Repubblica è quella di una Costituzione viva che si traduce ogni giorno nei comportamenti, nelle scelte, nell'assunzione di responsabilità di tutti noi e tutti noi abbiamo il dovere morale e civile di far muovere la Costituzione, di farla vivere nella società, rendendone attuali e concreti i suoi contenuti". La Repubblica, prosegue, "è la storia del nostro popolo, che con grande sacrificio e senso di responsabilità, attraverso un impegno corale, sinergico, fondato su un nuovo patto Costituzionale, si risollevò da una situazione di profonda prostrazione, di miseria morale e materiale, costruendo con passione, determinazione, amore il nostro meraviglioso Paese".

Per mantenere vita la memoria è necessario che i giovani conoscano a fondo la storia repubblicana "perché la conoscenza e la consapevolezza della nostra storia aiuta a rafforzare la difesa dei principi e dei valori che sorreggono la comunità nazionale. La Repubblica è solidarietà, è il rispetto della dignità delle persone ed è proprio in attuazione a questi principi fondamentali che ci siamo mossi in modo sinergico insieme al Comune di Pordenone, alla curia vescovile, alla Caritas, al comando provinciale dei vigili del fuoco, alla croce rossa, all'esercito, alle forze di polizia, alle associazioni di volontariato e all'azienda sanitaria".

La consegna delle onorificenze

Alle 11 all’ex Convento di San Francesco a Pordenone, si è tenuta invece la cerimonia di consegna delle Onorificenze dell’Ordine “Al Merito della Repubblica Italiana” conferite dal Capo dello Stato a 13 cittadini residenti nella provincia di Pordenone che si sono distinti nel campo delle lettere, delle arti, dell’economia, nell’impegno di cariche pubbliche e di attività svolte a fini sociali, filantropici e umanitari, nonché per lunghi e segnalati servizi nelle carriere civili e militari: Umberto Tirelli (Grande Ufficiale), Silvio Romanin e Pietro Maccagnano (Commendatori), Giuseppe Di Vittorio, Paola Zelanda, Giorgio Ferracin, Antonio Rombolà e Daniele Zilli (Ufficiali), Adriano Perin, Antonio Farina, Danilo Freguja, Pierluigi Lodola e Vito Nitti (Cavalieri).
 

Le immagini della consegna delle Onorificenze dell’Ordine “Al Merito della Repubblica Italiana”

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