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I sacerdoti della diocesi donano oltre 48 mila euro per i poveri

Si è celebrata in duomo la Messa del Crisma. Donato dalla polizia l'olio del Giardino della memoria

Nella tradizionale Messa del Crisma nel duomo concattedrale di San Marco insieme al vescovo Giuseppe Pellegrini e ai sacerdoti della diocesi era presente, nche una rappresentanza della Questura di Pordenone che ha fatto dono, come tutte le Questure in Italia, dell'olio proveniente dall'uliveto del "Giardino della memoria" sorto sul terreno dove si è consumata la strage di Capaci: "Un segno di vicinanza e di corresponsabilità per un mondo rivolto alla giustizia e alla pace", ha commentato il Vescovo durante la celebrazione.

Come da tradizione, i preti hanno donato "uno stipendio" al Fondo Diocesano Straordinario di Solidarietà. Al Fondo nel 2023 sono arrivate dai sacerdoti e diaconi 114 offerte per un totale di euro 48.620. Gli interventi effettuati sono stati 59 nuclei per un totale di € 72.292,55, assistendo 170 persone aiutate. Il Fondo è intervenuto su tutti i territori della Diocesi con intensità diverse. Sono state riavviate alcune commissioni foraniali. Maniago e Spilimbergo hanno beneficiato dei residui di una donazione privata per circa € 25.000.

Le richieste di aiuto sono state in particolare per utenze domestiche, affitti, assicurazione auto, arretrati mensa, tasse e tributi, spese scolastiche e per la formazione professionale. Sono stati 28 i contributi destinati a persone italiane e 31quelli erogati a persone straniere. Le delibere di forania hanno stanziato nell’anno trascorso l’importo di € 11.301,22 mentre la commissione centrale € 60.991,33.

Al termine della santa Messa sono stati ricordati gli anniversari di ordinazione di diversi preti e in particolare i 78 anni di mons. Tassan e i 77 di mons. Garavina. Sono stati ricordati anche gli 89 anni compiuti ieri dal vescovo emerito mons. Poletto, anch'egli presente alla celebrazione.

Nel suo intervento il Vescovo ha ricordato ai molti sacerdoti presenti, circa 200 con una buona rappresentanza di stranieri che in questi giorni sono ospitati in Diocesi per garantire le funzioni e i riti del Triduo e della Pasqua, di essere "uomini di preghiera": "nella preghiera - dice il presule - non solo entriamo in dialogo e relazione profonda con il Signore, ma siamo chiamati a pregare per il popolo che ci è stato affidato".

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