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Domenica, 21 Aprile 2024
Il report

Mobbing sul lavoro, a Pordenone fenomeno in aumento tra le donne

108 casi riscontrati nel 2022. Colpiti in particolare i dipendenti con contratto a tempo indeterminato. La Cisl: «Dimissioni in crescita nei giovani»

Ci sono tre dati che emergono nell’ultimo report del Punto di Ascolto Antimobbing di Pordenone. Solo nel 2022 nella provincia di Pordenone si sono rivolti allo sportello 108 utenti (67 nuovi e 41 già conosciuti) in cerca di un supporto dopo aver subito vessazioni sul luogo di lavoro. Un numero in linea con quelli riscontrati prima del covid. 
Il mobbing si è accentuato con l’emergenza sanitaria e colpisce in particolare il settore privato, anche se si rilevano situazioni di criticità anche nel settore pubblico. Si tratta quindi di un fenomeno su vasta scala che non influisce solo sulle richieste di sostegno che passano per il centro presente sul territorio da oltre 15 anni, ma anche sull’organico delle stesse aziende, visti i casi di dimissioni in costante crescita. 

I giovani

Come afferma Denis Dalla Libera, coordinatore Cisl di Pordenone, tutto questo risulta ancora più evidente nei giovani che, soprattutto dopo l’esperienza del covid, hanno cominciato a stabilire altre priorità in ambito lavorativo.
«È  chiaro - commenta il responsabile del progetto pordenonese - che il discorso si fa più complesso per chi ha un'età tra i 40 e 45 anni dal momento che è difficile in quel caso cambiare stile di vita viste le prospettive di lavoro. Chi lascia l’occupazione lo fa per esasperazione, perché non riesce più a sopportare quella condizione in azienda. I giovani, invece, hanno quella flessibilità che permette di decidere in maniera autonoma se rimanere o cambiare azienda».
Sono infatti un centinaio i ragazzi che hanno dato le dimissioni nel 2022. Un dato indicativo di un cambiamento che si sta manifestando nel mondo del lavoro dove il tema non è tanto il tempo libero a disposizione, quanto il tempo stesso che viene dedicato al lavoro. Si cercano stimoli, nuove prospettive, ma per la dr.ssa Chiara Tomasella la mentalità dei lavoratori è drasticamente cambiata dopo la pandemia. «Nell'ultimo anno abbiamo visto a livello generale una maggiore attenzione verso la qualità della vita. Ragione per cui le persone, sono meno disposte ad accettare situazioni di forte discriminazione». 

Le donne

Accanto ai giovani c’è un altro tema centrale, legato in questo caso alle lavoratrici presenti in azienda. «Ancora una volta - afferma l’avv. Teresa Dennetta, consulente legale del PdA di Pordenone - le donne sono maggiormente vessate, soprattutto nella fascia dai 41 in su con un ulteriore incremento oltre i 50 anni, molto spesso le vessazioni aumentano dopo un rifiuto da parte della persona (richiesta di mutamenti contrattuali, di orario e di luogo), maggiormente colpiti sono i contratti a tempo indeterminato poiché i contratti datati sono più tutelanti e rappresentano un costo maggiore per l’impresa».
L’obiettivo, usando le parole dell’assessore Guglielmina Cucci, è di «intervenire sul disagio e favorire il maggior benessere possibile dei lavoratori e delle lavoratrici». Su questo punto il gruppo, gestito dalla Cisl in collaborazione con i Comuni di Pordenone e Porcia, ha messo in campo una serie di investimenti grazie ai quali si è riusciti ad avere a disposizione un personale esperto qualificato e un’equipe professionale multidisciplinare (avvocato, psicologo del lavoro e medico del lavoro), pronta a fornire consulenze mirate completamente gratuite e nel pieno rispetto della privacy senza che sia necessaria l’iscrizione a un’associazione sindacale. 
Il Punto di Ascolto è situato a Porcia, c/o il distretto sanitario, Via delle Risorgive 3, ed è attivo dal lunedì al giovedì dalle 14.00 alle 18.30 e il venerdì dalle 8.30 alle 12.30. Le consulenze sono gratuite, riservate anche in anonimato ed è possibile accedervi anche telefonicamente allo 0434 1852064 e via e-mail a: antimobbing.pordenone@gmail.com.


 

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