rotate-mobile
Sabato, 4 Febbraio 2023

Video⎜Cinque pietre d’inciampo per un museo della memoria a cielo aperto

Il vicesindaco Parigi sulla giornata della memoria a Pordenone: «Con questi gesti la nostra epoca è vaccinata da qualunque totalitarismo»

Si è tenuto questa mattina uno dei primi appuntamenti previsti per la Giornata della Memoria a Pordenone. Proprio per ricordare le vittime dei campi di concentramento nazisti si è scelto quest’anno di aggiungere altre cinque pietre d’inciampo. Piccoli frammenti legati a cittadini pordenonesi deportati a seguito delle leggi razziali emanate anche dallo Stato italiano durante il fascismo e  uccisi tra il 1944 e il 1945: Precinto Bomben in via Molinari 27; Anteo Pitton in Corso Garibaldi 55; Luciano Busetto in via Roma 4; Dionisio Cancian in via Zara 29 e Arturo De Gerard in via Baracca 46.

Il progetto rientra nel ricco programma organizzato dal Comune di Pordenone, che ha scelto di partire con un gesto simbolico in via Molinari, vicino alla casa di Precinto Bomben, con la presenza delle istituzioni e degli studenti del liceo. Dal 2020 Pordenone è diventata parte dell’ampio Museo Diffuso delle Pietre di Inciampo, e anche quest’anno ha scelto di mantenere la tradizione che di tappa in tappa lascia un segno indelebile nella città, per non dimenticare mai quanto è accaduto. La cerimonia si è svolta con il vicesindaco e assessore a cultura e istruzione Alberto Parigi, la preside del LeoMajor Rossana Viola, e le associazioni del territorio come l’ Anpi e Aned. Ciò che ha colpito di questa giornata è stata l’ampia partecipazione della cittadinanza che si è stretta attorno ai parenti delle vittime della Shoah, ascoltando in silenzio le loro storie raccontate dagli studenti. 

Giornata della memoria, la cerimonia delle pietre d'inciampo a Pordenone

«Da diversi anni il Comune ha abbracciato il progetto del Museo della memoria a cielo aperto con le Pietre d’inciampo. - afferma il vicesindaco - Oggi ricordiamo 5 persone vittime della Shoah che, attraverso i loro cognomi, tipici di queste parti, sottolineano ancor di più l’appartenenza alla nostra comunità. Quindi i sentimenti nei loro confronti sono ancora più forti. Anche grazie a queste celebrazioni teniamo lontana la possibilità che possano ritornare i terribili fantasmi e gli orrori del ‘900. Ciononostante, per noi è doveroso ricordare queste persone per un senso di giustizia, di memoria e di umanità». 

«Da ben sei anni i ragazzi sono profondamente coinvolti in questo progetto che – conclude la preside Rossana Viola – rappresenta l’unico caso in cui la scuola risulta promotrice e propone la posa delle Pietre d’inciampo. Una volta che la posa delle pietre viene accettata, i ragazzi iniziano ogni anno un percorso di approfondimento e ricerca di tutto il materiale necessario a contestualizzare ciò che culmina con la posa, in occasione della Giornata della Memoria. All’interno di un progetto di alternanza scuola-lavoro, i nostri giovani imparano con entusiasmo e partecipazione ad effettuare delle ricerche con metodo scientifico e, soprattutto, con umanità». 

Si parla di

Video popolari

Video⎜Cinque pietre d’inciampo per un museo della memoria a cielo aperto

PordenoneToday è in caricamento