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Scarpe rosse e bandiere tricolori: anche New York scende in piazza per Giulia Cecchettin

L'iniziativa è partita da due ragazze italiane: Giulia Michieli, di Pordenone, e Giada Bardelli in collaborazione con Italian Women USA Community

Anche gli Stati Uniti sono scesi in piazza per Giulia Cecchettin. È successo a New York, precisamente a Times Square, dove due ragazze italiane hanno deciso di far passare un messaggio forte a due settimane esatte dal fatto che ha sconvolto l'Italia posizionando delle scarpe rosse insieme alle bandiere tricolori. L’uccisione della 22enne di Vigonovo ha spinto Giulia Michieli, 33enne di Pordenone, e Giada Bardelli, 35 anni di Casorate Primo (Pavia), a intervenire con qualcosa di concreto nella città newyorkese in un appuntamento che si è tenuto alle 11 (ore americane) in collaborazione con Italian Women USA Community.  

«Il progetto - afferma Giulia Michieli - è nato da una conversazione riguardo gli ultimi accadimenti in Italia e dalla nostro desiderio di poter partecipare alle manifestazioni. Impossibilitate a venire in Italia per l’occasione, ci siamo rese conto che avremmo dovuto far sentire la nostra voce comunque e che probabilmente facendolo da una città così conosciuta come New York saremmo riuscite a ‘fare rumore’ anche noi».
Giulia Michieli è laureata in master in affari internazionali alla Columbia University. Ricercatrice, aspirante diplomatica per gli Stati Uniti, sogna un mondo completamente diverso da quello in cui viviamo. Un desiderio che condivide con la designer Giada Bardelli che, dopo essersi trasferita a New York 8 anni fa, ha fondato  Gj Attitude, motivational brand con la missione di supportare ed emancipare le donne.

Giulia Michieli e Giada Bardelli

«Vogliamo essere parte integrante di questo cambiamento necessario per la nostra società mostrando l’unione tra uomini e donne italiani sull’argomento. Vogliamo che dall’Italia si rendano conto che la situazione ha raggiunto il limite estremo di non accettabilità e che se anche viviamo all’estero la mancata protezione delle donne sul territorio italiano equivale ad una mancata protezione anche nei nostri confronti. Inoltre ci teniamo particolarmente che le donne in Italia sappiano che noi siamo con loro in questa battaglia».

Dagli Stati Uniti è arrivato quindi un segnale forte di vicinanza con un gesto simbolico in una giornata particolare come il 25 novembre dove tutto il mondo, Italia compresa, non è rimasto a guardare.

«In America - conclude - qualcosa è stato fatto. Ci sono pene più severe rispetto all’Italia e vengono spesso proposte campagne di sensibilizzazione che offrono numeri verdi e centri di aiuto per donne e bambini con anche accesso gratuito a psicologi e avvocati. Inoltre, molte organizzazioni non-profit lavorano su programmi di educazione per famiglie e teenagers in cui viene spiegato come riconoscere comportamenti pericolosi».

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