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la storia / Aviano

Padre e figlia coristi alpini mano nella mano, emozione all'adunata

Beatrice e Gianandrea Poracin hanno cantato insieme a Vicenza

Padre e figlia, mano nella mano, cappello alpino in testa e lacrime agli occhi. L'adunata nazionale di Vicenza è stata speciale per Gianandrea e Beatrice Poracin. 
Il papà alpino e la figlia, reduce da due campi scuola Ana a Tramonti, hanno cantato insieme con il coro Ana di Aviano. Sono entrambi tenori e per Beatrice è stata un esordio ancora più speciale: ha cantato una parte da solista in "Sui monti Scarpazi", canta della Prima guerra mondiale. 

"L'emozione più grande per un padre"

«Questa di Vicenza - racconta Gianandrea, tenore ad Aviano e nel coro sezionale Montecavallo - è la prima Adunata in cui ho potuto cantare al suo fianco, per un padre alpino questa credo sia l'emozione più grande che si possa provare. Quando ha cantato come solista l'ultima strofa di "Sui monti Scarpazi" non ho potuto trattenere le lacrime, ero davvero fiero ed emozionato e pensavo e speravo che il nonno dal paradiso di Cantore potesse vederci e sentirci. Da quel momento ci siamo tenuti per mano per quasi tutto il concerto ed ho notato che anche gli altri compagni coristi guardandoci mano nella mano erano visibilmente emozionati».

agostino e gianandrea

Il nonno è un protagonista di questa storia. Agostino Santarossa, classe 1913 reduce di Grecia, Albania e Montenegro e scomparso nel 2012. 
«Sento il nonno tanto vicino a noi - racconta Beatrice - e mi piace molto tenere il legame con le mie radici. Il legame con il nonno inoltre ha rafforzato il rapporto con mio padre. Durante il concerto a un certo punto papà mi ha stretto la mano e ha detto "siamo io, te e il nonno"». 

"Avevo bisogno che papà fosse lì"

Una storia familiare dove l'essere alpini è un sentimento forte. Beatrice ha iniziato frequentare il mondo delle penne nere quando aveva 16 anni e non ha perso un'adunata. Un grave incidente stradale le ha tolto il sogno di frequentare l'Accademia militare di Modena ma non le ha impedito di vivere la vita alpina nella sua pienezza e adesso con un carico di emozioni che solo i cori sanno dare. 
E racconta com'è stato cantare mano nella mano con papà Gianandrea. «Avevo bisogno che fosse lì, ero parecchio nervosa e sentire la sua energia ha significato molto. Avevo bisogno di un incoraggiamento per trattenere l'emozione, e anche lui». 
Una parte importante ce l'hanno anche i membri del coro di Aviano. «Ho trovato persone che mi hanno accolto come in una famiglia, mi danno molta fiducia, mi danno anche parti da solista (strofa di monti scarpazi) 
grande emozione cantare parole con grande peso

Dalla pedemontana pordenonese al mondo, il coro di Aviano sta portando una grande innovazione. Padre e figlia insieme sono una visione rara così come le donne nei cori associati all'Associazione nazionale alpini. Beatrice al momento potrebbe essere l'unica. 

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