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I numeri

Raccolta differenziata: Pordenone tra i capoluoghi più virtuosi, ma con una leggera flessione

Secondo l’edizione 2022 del rapporto Rifiuti Urbani dell’Ispra il dato si attesta sull’80,9%, in lieve diminuzione rispetto all’81,6 dello scorso anno

Pordenone mantiene la quinta posizione tra le città con una percentuale di raccolta differenziata maggiore del 65%. Un dato (80,9%) che risulta in leggera flessione rispetto all’81,6 dello scorso anno. Ciò nonostante il capoluogo resta tra i più virtuosi insieme a Treviso (88,6%), Mantova (86,4%), Belluno (83,8%) e Reggio Emilia (82,1%). Sono questi alcuni dei risultati emersi dal rapporto Rifiuti Urbani 2022 stilato dall’Ispra - Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale che negli ultimi anni monitora passo per passo non solo la produzione dei rifiuti (in aumento rispetto agli anni pre-pandemia), ma anche a che punto è la raccolta differenziata nelle principali realtà del Paese.

Il Friuli sopra la media, ma per poco

In Friuli si producono 599.861,9 tonnellate di rifiuti all’anno. Un numero che si riduce a 407.555,8 per quanto riguarda invece la raccolta differenziata che in Regione è del 67,9% (le più virtuose al momento sono Veneto con il 76,2% e Sardegna con il 74,9%). È comunque sopra la media nazionale (64%), ma a incidere, in particolare, è il dato della città di Trieste che non riesce superare il 50% fermandosi al 44,1%. Seguono Gorizia (67,2%) e Udine (70,7%). 

Pordenone si tiene stretto il primato ottenuto negli anni, e come si legge nella tabella che va dal 2017 al 2021, la crescita dei rifiuti urbani (oggi a 151.149,4 tonnellate) è pressoché speculare a quella della raccolta differenziata (122.290,1). Il che può anche essere un bene se non si tenesse conto della leggera diminuzione dall’81,6 al 80,9%. Ma che è allo stesso tempo un segnale di allarme dal momento che l’obiettivo è di aumentare la percentuale di raccolta nel tempo.

I dati nazionali 

Riprende invece a crescere produzione di rifiuti urbani (+2,3%) attestandosi a 29,6 milioni di tonnellate nel 2021. Un aumento che risulta ancora più evidente nei 16 comuni con una popolazione superiore ai 200 mila abitanti (+2,8%). I numeri appena enunciati sono legati in particolare alla ripresa del pendolarismo e al ritorno del turismo in Italia e che certificano allo stesso tempo una crescita della raccolta differenziata di un punto percentuale arrivando a una media del 64%. 

Eppure, se si deve vedere una nota negativa, sul lato della gestione dei rifiuti c’è ancora molta strada da fare dato che il riciclo, calcolato secondo le nuove metodologie stabilite dalla normativa europea, si ferma al 48,1% a fronte di un obiettivo del 55% da attuare nel 2025, del 60% nel 2030 e del 65% entro il 2035.

Sebbene nell’ultimo decennio il ricorso alla discarica si sia ridotto del 52%, per l’Ispra è necessario dimezzare ancora questa forma di smaltimento, che tocca quasi 5,6 milioni di tonnellate di rifiuti urbani (il 19% dei rifiuti prodotti). 

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