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Scuole e accorpamenti, via libera dalla Regione: cosa cambia a Pordenone

Gli interventi riguarderanno alcuni istituti comprensivi nella Destra Tagliamento. L'assessore Rosolen: «Allarmismi del tutto ingiustificati. Non verranno accorpate classi, così come non sarà ridotto il personale scolastico»

Alla fine il provvedimento sull'accorpamento degli istituti comprensivi è arrivato. La delibera, presentata dall'assessore Rosolen, è stata approvata questa mattina della Giunta regionale. Una misura che riguarda nel dettaglio l'aggiornamento del Piano di dimensionamento della rete scolastica nonché la programmazione dell'offerta formativa in Friuli Venezia Giulia per l'anno scolastico 2024/2025. 

Come cambia la scuola a Pordenone

Nel caso della ex provincia di Pordenone, le disposizioni della Regione porteranno a due fusioni a partire dall'anno prossimo. La prima riguarda l'Istituto comprensivo "Pasolini" di Casarsa della Delizia e l'Istituto comprensivo di Valvasone che manterrà la sede centrale; la seconda tocca gli istituti comprensivi "Federico da Prata" di Prata di Pordenone e "Villa Varda" di Brugnera che si occuperà della gestione amministrativa delle classi. 

L'aggiornamento del Piano di dimensionamento scolastico prevede, inoltre, l'apertura di una nuova sede del Centro provinciale per l'istruzione degli adulti (Cpia) di Pordenone nella zona dell'Istituto
comprensivo di Maniago.

Rosolen: «Nessun taglio al personale»

L'assessore ci ha tenuto a rispondere ad alcune critiche che sono arrivate in questi giorni dalle opposizioni. «Creare allarmismi del tutto ingiustificati invece che affrontare con serietà e attenzione il tema del dimensionamento scolastico, significa perdere di credibilità come soggetti interlocutori e mancare l'occasione per contribuire alla definizione di risposte concrete rispetto ad un atto amministrativo inderogabile che l'Amministrazione regionale ha preferito governare e non subire». 

L'assessore ha inoltre assicurato che «non vengono accorpate classi, non viene ridotto il personale, atti che spettano esclusivamente allo Stato». La Regione, che nel 2023 ha erogato «33 milioni di euro a favore del sistema scolastico regionale, ha dato esecuzione a quanto previsto dal decreto interministeriale dello scorso giugno, che ha definito il contingente organico dei dirigenti scolastici e dei direttori amministrativi e la sua distribuzione tra le Regioni per il prossimo triennio».

In questo momento in Friuli Venezia Giulia sono dieci le scuole senza dirigente titolare. Un problema che è stato affrontato dall'esponente della Giunta dopo un confronto costruttivo durato sei mesi con Usr, sindaci, dirigenti scolastici e organizzazioni sindacali. Al termine degli incontri si è arrivati a definire «delle nuove aggregazioni scolastiche che consentiranno la fine del fenomeno delle reggenze e l'assegnazione di un dirigente scolastico e di un direttore dei servizi generali e amministrativi titolari, nonché istituti scolastici in grado di favorire la circolazione di nuove competenze, ampio sviluppo dell'offerta formativa, maggiore peso nell'accesso ai finanziamenti istituzionali e comunitari, nonché maggiore forza contrattuale nei rapporti con gli enti».

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