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La storia

Restituiscono una medaglia persa durante l'Adunata: è di Jäger, il cane che ha trovato il corpo di Giulia Cecchettin

Ad accorgersi dell'oggetto è stato un luogotenente dell'aeronautica di Vicenza che lo ha recuperato insieme alla figlia.

"Ciò che ho fatto è stato per me un dovere. Un oggetto come quello porta con sé un valore affettivo e simbolico davvero elevato. Un nome, una data, un ricordo. Sono stato fortunato a trovare il proprietario". A parlarci è Massimiliano Di Placido, luogotenente dell'aeronautica militare di Castelgomberto, in provincia di Vicenza, che ha trovato una medaglia persa durante l'Adunata che si è scoperto essere di Jäger, il cane che ha trovato il corpo di Giulia Cecchettin il 18 novembre 2023.

Dal 1985 fa parte del terzo stormo a Villafranca di Verona. Una carriera passata a servire il prossimo con lo stesso impegno del primo giorno. Ieri, 16 maggio, era a Vicenza insieme alla figlia quando, vicino a un ristorante nei pressi di Porta Santa Croce, ha trovato una medaglia per terra. "Abbiamo chiesto al ristoratore ma nessuno si era accorto di quell'oggetto fino al nostro arrivo". 

Non avendo preso parte alla 95esima adunata non ha subito associato quell'oggetto a uno dei centomila alpini che hanno preso parte alla sfilata. Ma l'occhio, in quel momento, si è focalizzato su alcune scritte presenti nella medaglia: prefettura di Pordenone; un nome (Jäger) e una data (18.11.2023).

"Abbiamo iniziato a fare una ricerca sui social fino a iscriverci nei vari gruppi di Pordenone. Dopo che ho postato la foto una persona mi ha contattato subito dicendo che la medaglia è di Andrea Miconi". È stata una delle persone che hanno partecipato alle ricerche di Giulia Cecchettin tra Barcis e Piancavallo nel novembre scorso con il nucleo cinofilo BIOS dell'Associazione Nazionale Alpini di Pordenone. 

È stato proprio il fiuto Jäger a consentire il ritrovamento del corpo di Giulia.  Un atto eroico per un cane che è risultato fondamentale in una delle fasi più delicate dell'indagine.  Senza di lui probabilmente non sarebbe stato possibile ritrovarla visto che mancava davvero poco all'inizio dell'inverno e quella strada sarebbe stata chiusa al traffico fino alla primavera. Ma Jäger è riuscito a dimostrare il suo valore in momenti così difficili e dolorosi per tutti.

La medaglia ritrovata a Vicenza

Agli oggetti possiamo associare ricordi, emozioni. E quella medaglia racchiudeva in sé il duro impegno degli alpini di Pordenone.  "È lo Stato che gli ha dato un riconoscimento importantissimo per il lavoro fatto da lui dal cane", prosegue Massimiliano. "Nonostante sia dell'aeronautica, ho visto con i miei occhi quello che hanno fatto ad Amatrice e a Norcia. E al pensiero di ciò che hanno fatto a Piancavallo mi viene ancora la pelle d'oca".

Quando ha contattato Andrea Miconi l'alpino non ci credeva più. "Era davvero contento perché mai si sarebbe aspettato di ritrovarla dopo l'Adunata. Per questo spero che questo gesto serva da esempio". 
 

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