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Cronaca

Cavalli, asini e pony venduti come 'macchinari per l’agricoltura': il caso a Pordenone

La denuncia dell'Oipa, Organizzazione Internazionale Protezione Animali: "Quella dell’asta di animali è una procedura amministrativa non etica".

Animali all'asta come se fossero dei macchinari. La denuncia arriva dall’Organizzazione internazionale protezione dopo che un cavallo, un pony, un bovino e quattro capre sono finiti all’asta a seguito di un pignoramento del Tribunale di Pordenone. La procedura, affermano gli esponenti dell'associazione, non solo è incongrua ma è in contrasto con la normativa vigente che tutela gli animali, compreso il nuovo articolo 9 della Costituzione e che torna a chiedere un cambio di rotta: una modifica della legislazione che impedisca queste procedure per ogni specie animale.

!Quella dell’asta di animali è una procedura amministrativa non etica nella quale gli animali sono considerati meri oggetti" sostiene il presidente dell’Oipa, Massimo Comparotto. "Siamo molto lontani dal recepimento del Trattato di Lisbona del 2007 (*), che tutela gli animali in quanto “esseri senzienti”. Mandarli all’asta è riprovevole".

Gli animali sono finiti in un portale d’aste insieme macchinari industriali, auto, elettrodomestici, barattoli di vernice, zanzariere e altri oggetti. Il prezzo base per il “lotto” del cavallo (di razza irlandese) e del pony, di circa un anno, è di 300 euro, mentre quello del bovino e delle quattro capre (di razza Camosciata delle Alpi) si aggira intorno ai 250 euro. L’inizio delle iscrizioni alle due aste telematiche è fissato alle 12 del prossimo 11 giugno.

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