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Cronaca

Arrivati in città i discendenti degli emigranti da tutto il mondo

I giovani con origini nel Friuli occidentale passeranno un periodo alla scoperta delle loro radici grazie a Efasce

Sono stati accolti  il 14 luglio nella Loggia del Municipio di Pordenone i partecipanti ai progetti di ritorno alle origini dell’EFASCE (l’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti). Il presidente dell'Ente Gino Gregoris ha presentato i partecipanti, che hanno tutti origini italiane e del Friuli Occidentale in particolare, al sindaco di Pordenone Alessandro Ciriani. Ora i discendenti degli emigranti di un tempo sono attesi da una settimana di scoperta del territorio del Friuli Venezia Giulia, di cui hanno già potuto conoscere diversi aspetti in corsi online negli scorsi mesi oltre a iniziare a imparare la lingua italiana, con diversi di loro che ora stanno mettendo in pratica quanto appreso. Poi, il prossimo fine settimana, parteciperanno al 45mo Incontro dei Corregionali all'Estero dell’EFASCE a Casarsa della Delizia.

I progetti - sostenuti dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia insieme a Fondazione Friuli, Bcc Pordenonese Monsile e Camera di Commercio di Pordenone-Udine - sono due: "Alla scoperta delle proprie radici 2022" - rivolto a giovani tra i 18 e i 35 anni che vogliono conoscere la terra dei propri avi (in collaborazione anche con Ente Friuli nel Mondo, Associazione Giuliani nel Mondo e Unione Emigranti Sloveni) - e "Destinazione Fvg" - destinato alle famiglie. Sono 14 giovani da Argentina, Brasile, Canada, Uruguay e Venezuela per il progetto "Alla scoperta delle proprie radici 2022". Sono invece 6 le famiglie provenienti da Brasile, Canada, Uruguay e Usa per il progetto "Destinazione Fvg".

"Questi progetti - ha dichiarato Gino Gregoris presidente Efasce -, che riprendono dopo l'interruzione dettata dall'emergenza Covid-19, permettono la scoperta del territorio dei loro avi insieme alla nostra cultura e tradizioni e all'insegnamento della lingua italiana, che è già iniziato con corsi online. Ora scopriranno il territorio pordenonese e non solo. Diversi di questi giovani e famiglie per la prima volta arrivano in Italia. La pandemia non ci ha permesso di incontrarci di persona per due anni, ma ora è grande la gioia di poterli riavere di persona dopo i contatti che comunque sono stati tenuti online".

"Un'emozione grandissima porterli accogliere - ha commentato il sindaco Alessandro Ciriani -: loro sono la nostra storia, visto che in ogni famiglia del nostro territorio c'è qualcuno che ha preso la valigia per portare in qualche angolo del mondo la propria italianità. Una storia anche di sofferenze e sacrifici, con alla fine però la capacità di dimostrare il proprio valore, intraprendenza e genio".

Davvero emozionante il racconto di Gianluca Leonarduzzi, da Maracaibo - Venezuela, con i nonni di San Vito al Tagliamento e Fiume Veneto, che studia ingegneria e attende di visitare, oltre ai luoghi delle sue origini, la diga del Vajont di cui i nonni gli hanno raccontato la tragedia. E poi ancora Roberto Gregoris, con genitori originari di Valvasone Arzene che insieme alla moglie Fiorina, anch'ella di origini italiane, sono arrivati da Toronto - Canada con i due giovani figli. I corregionali del Venezuela hanno donato al Comune un pacco del caffè della loro terra. 

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