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Ex Fiera, l'agronomo Zanzi dona 125 alberi alla città

I comitati puntano a creare un bosco. Intanto si susseguono le voci di un rallentamento del cantiere

Il Comune taglia, i comitati rispondono. Dopo l'abbattimento dei tigli dell'ex fiera, gli attivisti vogliono creare un nuovo bosco in città. Non ci sono ancora certezze, ma intanto l'entusiasmo è alto. 
L'idea di questo bosco nasce da un dono che l'agronomo Daniele Zanzi, anche lui in prima fila per tentare di salvare gli alberi, farà alla città. Si tratta di 125 alberi che Zanzi ha ricevuto a Lucca in occasione della Giornata mondiale della Terra, nel concorso  Jean Giono - L’uomo che piantava alberi, promosso da Veneto agricoltura e fondazione Alberitalia. 
Metà degli alberi sono destinati a Varese e l'altra metà a Pordenone, «la città - sottolinea l'agronomo - in cui è avvenuto ciò che non doveva accadere». 

Felici per il grande dono, i comitati – il Tiglio verde, il Campetto Open run, il Quadrante di via Molinari e il circolo locale di Legambiente – ora sono in trattative per trovare un’area idonea in zona centrale, per accogliere il nuovo bosco urbano. «Un’iniezione di ossigeno - sottolineano - e uno “scudo” contro l’inquinamento a compensazione dei tigli mangia smog che, si ricorda, proprio in base allo studio scientifico di Zanzi (basato sui numeri del censimento comunale), avevano un valore economico e ambientale di 340mila euro l’anno». 

Il cantiere a rilento 

Intanto, secondo la percezione di molti residenti, il cantiere dell'ex fiera sarebbe fermo. Sulla questione è intervenuto il consigliere comunale de La Civica, Marco Salvador, con un'interrogazione. Chiede di aggiornare «sulla situazione attuale del cantiere, il rispetto dei tempi, eventuali fermi e possibili riscontri su problematiche idrauliche e/o rinvenimenti d'acqua tali da impedire la normale prosecuzione dei lavori con il rischio di perdere i contributi». 

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