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Domenica, 21 Aprile 2024
Cronaca Brugnera

«Hanno ucciso il mio cane Tommy a colpi di carabina»

A raccontare l’episodio, avvenuto lo scorso 20 aprile nella frazione di Maron di Brugnera, è stata la padrona. «È grave che sia accaduta una cosa simile. L’animale non aveva mai disturbato nessuno»

Tommy, un cagnolino meticcio di 16 anni, è morto in seguito alle ferite causate da un colpo di carabina. Ignota la mano che ha aperto il fuoco sull'animale.
Lo sparo sarebbe avvenuto a pochi metri dalla porta di casa della sua a padrona a Maron di Brugnera, ferendo l'animale al torace, vicino alla zampa destra. Il fatto è avvento lo scorso 20 aprile tra le 6:45 e le 7:15 quando la madre della padrona ha trovato il cane disteso a terra, esanime.

«All’inizio pensava fosse morto di cause naturali - racconta la padrona - dato che il cane aveva compiuto 16 anni. Ma quando sono arrivata ho notato che c’era una ferita». Per ragioni di sicurezza aveva deciso di legare Tommy con una corda lunga lasciando comunque al cane libertà di movimento attorno alla proprietà. «Dato che l’area non è mai stata recintata - spiega la donna - lo avevano sempre tenuto nel giardino che si trova dietro la residenza, mentre solo durante l’inverno avevano optato per il cortile di fronte alla casa con un piccolo portico presente all'entrata». 

L’animale, secondo la ricostruzione della proprietaria, era ancora vivo quando la madre di 87 anni si era svegliata alle 5 del mattino e aveva controllato che Tommy stesse bene. Il compagno della donna aveva però notato qualcosa di strano passando davanti all'abitazione alle 6:45. Trenta minuti più tardi, la tragica scoperta.
La padrona, osservando il corpo del cane, si era accorta di una ferita vicina a una zampa anche se non aveva pensato che potesse essere la conseguenza di uno sparo. «In quel momento non sopportavo l’idea di averlo perso. Per questo ho deciso di sotterrarlo immediatamente e di dirigermi verso la sede della veterinaria di Brugnera».
Per precauzione aveva realizzato alcune foto da mostrare alla dottoressa Laura Zanette. Il medico quando ha esaminato gli scatti non ha avuto dubbi nel sostenere che il decesso era dovuto a un capo di carabina, ma senza l’autopsia non poteva emettere il certificato che attestasse la morte del cane. 

Il problema è emerso anche quando la donna ha provato a sporgere denuncia ai carabinieri. Senza il certificato le indagini non possono partire.
A Brugnera sono state installate delle telecamere  che potrebbero aver ripreso gli eventi di quella giornata. Per visionare le immagini è però necessario l’intervento delle forze dell’ordine.
«Al di là di tutto - conclude la donna - è grave che sia accaduta una cosa simile. Pensare che ci sia gente che ci aggira in centro a compiere simili azioni fino a uccidere animali indifesi è vergognoso. Il mio cane non aveva mai disturbato nessuno». 

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