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Giovedì, 22 Febbraio 2024
il caso / Comina alta

Occupata abusivamente la casa di un anziano di 96 anni

Velia Cassan, figlia di Veli, ha denunciato quando accaduto nell'abitazione di via Barcis

A 96 anni si è trasferito dalla figlia, per vivere con la famiglia. Ha messo in vendita la sua casa in Comina che intanto è stata occupata abusivamente. A raccontare la vicenda è Velia, figlia di Veli Cassan. 

«Lunedì mattina - spiega Velia, architetto e professoressa a scuola - vengo avvisata che nell’immobile di proprietà di mio papà, in via Barcis 1 Pordenone,   ignoti  hanno abusivamente occupato l’appartamento al primo piano dell’edificio. Passo la mattinata a controllare la situazione mentre le persiane da alzate si abbassano e intravvedo persone stazionare nelle terrazze. Chiamo immediatamente il numero delle emergenze - prosegue - e mi viene detto di sporgere denuncia cosa che faccio anche se vengo avvertita che i tempi di una eventuale azione  potrebbero protrarsi per diversi giorni».

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Nei giorni successivi l'occupazione è proseguita. «Da lunedì a giovedì la situazione non si è modificata. Mio padre - aggiunge Cassan - per il quale quell’immobile rappresenta il risparmio di una vita è ormai affranto e senza forze, non poter accedere alla propria proprietà è di una violenza incommensurabile. Tra le altre cose in quell’edificio sono chiuse le utenze ma la sera dalle foto che ho fatto la casa è illuminata, la speranza è che non vengano accesi fuochi con evidenti pericoli di incendio. Sono sconfortata e spero che tutto questo non arrechi conseguenze al mio povero papà». 

La replica della polizia locale

Immediata è arrivata la riposta di Maurizio Zorzetto, comandante della polizia locale di Pordneone-Cordenons. «La querela è stata presentata solamente mercoledì - spiega il comandante - e questo tipo di interventi necessita di organizzazione proprio in ragione del fatto che non si è a conoscenza di quante persone e che genere di persone si potrebbero trovare all'interno dell'immobile. È stata nostra premura confrontarci immediatamente con la Procura della Repubblica, che ha condiviso l'idea che di fronte a queste fattispecie di reato, che non compromettono l'incolumità e sicurezza di alcuno, è opportuno operare con prudenza e meticolosità anche al fine di poter gestire al meglio l'intervento».

«Il nostro impegno anche nei confronti di questa utente - ha concluso Zorrzetto - non sarà inferiore a quello riservato nei confronti di chiunque altro si sia fino a oggi rivolto ai nostri uffici. Sarà comunque nostra cura dare le opportune informazioni, anche se mi auguro che la segnalante adotti la medesima solerzia spontaneamente nel darvi riscontro anche di quanto fatto concretamente, circa l'intervento che già questo pomeriggio verrà posto in essere». 

Le reazioni

Sulla viceda che ha coinvolto la famiglia Cassan sono arrivate anche le reazioni da parte del mondo politico. «Solidarietà e appoggio alla famiglia di Pordenone che sta patendo l’occupazione abusiva di una casa - ha commentato il segretario provinciale del Partito Democratico, Fausto Tomasello -. L’occupazione illegittima di un’abitazione destinata a domicilio privato, l’esproprio di fatto di una proprietà, è un vulnus che colpisce le persone in modo particolarmente odioso, generando la sensazione di essere indifesi di fronte a un sopruso. È un problema che già esiste e che – afferma il segretario dem - deve essere sanzionato immediatamente e con la massima durezza. Per prevenire casi del genere serve un maggiore controllo capillare del territorio che veda coinvolte, oltre alle forze dell’ordine, anche le dotazioni degli Enti Locali. Un presidio forse carente - aggiunge Tomasello - visto che fatti simili si verificano sempre più frequentemente anche nella Destra Tagliamento».
Per Tomasello, «bisognerebbe valutare l’introduzione di un nuovo articolo del codice penale che sanzioni in maniera pesante chiunque occupi abusivamente una casa». 

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