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Cronaca / Spilimbergo

Vendevano case fingendosi degli intermediari: truffati due clienti di Spilimbergo

Due avvocati dichiaravano di essere emissari di banche sostenendo di poter cedere a prezzi vantaggiosi degli immobili pignorati

Due clienti di Spilimbergo sono finiti al centro di una truffa immobiliare a livello nazionale. L'indagine, condotta dalla Procura della Repubblica di Roma, ha portato alla citazione a giudizio per quanto riguarda nove professionisti romani, di Milano, Bologna e Molfetta. Agli imputati viene contenstato un raggiro di svariati milioni di euro basato su finte cessioni di crediti ipotecari, mentre tra le 68 persone truffate risultano esserci proprio due abitanti pordenonesi a cui sono stati rubati 200mila euro. 

I due residenti di Spilimbergo hanno segnalato tutto alla Guardia di finanza descrivendo come funzionava nel dettaglio la frode compiuta dagli imputati. Le vittime della truffa si sono trovate di fronte a due legali di Roma e Bologna che si sono presentati come emissari di grandi banche italiane. Sostenevano di avere in mano degli immobili a prezzi vantaggiosi perché pignorati da procedure esecutive, ma dopo aver terminato le indagini si era scoperto che i due avvocati stampavano in casa il logo degli istituti finanziari. I documenti, compresi i contratti, erano di fatto falsi. 

Dalle ricostruzioni delle fiamme gialle hanno riscontrato che nel corso di quelle transazioni sono state sottratte 200mila euro. Ma come si è arrivati a Spilimbergo? Uno dei due truffati è di origine lombarda e quando si è trovato a Milano si è accorto della presenza di alcune occasioni di acquisto di immobili a prezzi agevolati. Nel corso dell'incontro la persona ha incontrato proprio i due avvocati che si sono finti intermediari con tanto di documenti che constatavano delle possibilità di acquisto di edifici a costi contenuti. A quel punto una delle vittime ha mostrato i prezzi anche a un suo amico, ma dopo aver effettuato il bonifico sono emersi i primi problemi a cominciare dagli appuntamenti con i notai che fino a quel momento non erano stati ancora fissati dai mediatori. Grazie al supporto dell’avvocato Fabiano Filippin hanno invece scoperto di trovarsi di fronte a una truffa in piena regola: nessuna banca aveva dato alcun incarico ai due legali.   

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