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Martedì, 25 Giugno 2024
La nota

Centro prelievi in mano ai privati, sindacati contrari: "Così le fasce più deboli rinunciano a curarsi"

Le Rsu di Asfo in una nota congiunta dopo l'annuncio dell'esternalizzazione del servizio da parte dell'Arcs

89 milioni di euro. 15 anni di concessione. Sono questi i numeri della privatizzazione del centro prelievi previsto dall'Arcs, Azienda Regionale di Coordinamento per la Salute. Si partirà nel 2025 e riguarderà quasi tutte le aziende sanitarie escluso l'IRCCS Burlo Garofolo di Trieste. Dopo le procedure di gara si arriverà a selezionare l'impresa che si occuperà della gestione del servizio. La partnership che si verrà a creare tra pubblico e privato toccherà in particolare i pazienti esterni e non quelli ricoverati come ha sottolineato il direttore generale ARCS Joseph Polimeni in un'intervista alla Rai. 

Sindacati contrari

I privati metteranno a disposizione sia le strutture che un personale qualificato secondo quanto stabilito dalle linee guida delle aziende. Ma è su questo punto che le Rsu dell'Asfo annunciano battaglia. Di fronte all'annuncio dell’affidamento al privato dei servizi di prelievo di tutte le aziende sanitarie regionali l'intera rappresentanza ha espresso "forte contrarietà a ogni futura esternalizzazione di qualsiasi parte del servizio sanitario nazionale". Sono scelte - si legge nella nota - "che continuano a peggiorare l’offerta di salute verso le fasce più deboli e povere della popolazione che sono costrette alla scelta di non curarsi rispetto ai costi economici che dovrebbero sostenere".

I sindacati si dicono inoltre "basiti e offesi dai termini utilizzati dal direttore dell’ARCS Polimeni, come se l’affidamento al privato sia in grado di offrire un servizio migliore rispetto a quello che i nostri professionisti sono in grado di offrire tutti i giorni". 

Le associazioni sottolineano inoltre "il silenzio assordante dell’OPI (Ordine delle Professioni Infermieristiche) davanti a queste “uscite” del dott. Polimeni, lesive della dignità e della professionalità dei nostri operatori che prestano ogni giorno il proprio servizio in condizioni difficili".

I servizi prelievi, domiciliari e ambulatoriali, "sono uno dei punti di contatto dell’azienda sanitaria che assicurano l’ascolto dei bisogni di salute della popolazione - concludono le Rsu - Perderli esternalizzando significherebbe privare l’azienda di questa opportunità di ascolto dell’utenza, peggiorando invece che migliorando i servizi connessi". 

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