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Mercoledì, 5 Ottobre 2022
Prosegue l'indagine

Venti obiettivi solo nel Nordest, i colpi della banda del piccone

I tre, arrestati in un albergo di Due Carrare, sono in carcere a Padova, Udine e Belluno

Non si ferma l’indagine che ha portato all’arresto di tre cittadini romeni. La banda del piccone, composta da R. V. (di 43 anni), M.M. (di 41 anni) e I.P. (di 40 anni), si è diretta in Italia con uno scopo ben preciso. Grandi negozi, ma soprattuto empori cinesi come emerge da un biglietto ritrovato dai poliziotti della Squadra Mobile di Pordenone all’interno della stanza d’albergo di Due Carrare, diventata la sede operativa del gruppo. Come riporta il Gazzettino, fino adesso sono stati individuati venti obiettivi in tutto il Nordest e tra questi ci sono dei negozi che sono già stati derubati. Ma quel che colpisce è che la banda si è spinta sempre oltre, sfondando con i picconi la porta d’emergenza di un locale a Empoli (il Max Store) dove hanno preso 1.500 euro. A Musile di Piave, sempre con la stessa modalità, la refurtiva si attesta a 6 mila euro e qualche merce rubata presa all’interno del Lin Maikai, mentre Al Family Center di Barberino al Mugello la banda è fuggita con 3 mila euro in denaro contenuti in una piccola cassa. 

L'indagine

L’inchiesta intanto prosegue, e per gli investigatori i colpi eseguiti fino a qui potrebbero essere legati a questa banda. All’interno della stanza sono stati trovati 11 mila euro, ed è una somma che supera di gran lunga quanto invece è stato denunciato alle forze dell’ordine. 

La ricerca è cominciata dopo le prime segnalazioni nella zona di Pordenone. La squadra mobile  - sotto la guida di Andrea Rosato - e la Procura si sono subito mobilitate dopo il colpo avvenuto al Gimme Five di viale Aquileia il 25 febbraio. La banda aveva superato la rete di recinzione tagliandola con delle cesoie, e con il piccone era riuscita a entrare dalla porta di servizio creando un foro all’ingresso che si trova nella parte posteriore del negozio. Lo stesso è capitato all'Ocean Moda Casa di via Volt dei Querini il 26 gennaio e al Good Luck Market di Spilimbergo il 24 febbraio. Colpi che sono poi continuati a maggio al Mp Market e al G-Forme di Sacile, costretti a fermare l’attività per alcuni giorni. Uno degli ultimi è avvenuto nel negozio Lai Mai di Pordenone, dove sono scappati con denaro e vestiti.

Gli indagati sono in questo momento in Padova, Udine e Belluno con l’accusa di furto pluriaggravato, e in queste ore la merce sequestrata (da capi di abbigliamento a bottiglie di vino e tende per la casa) è in cerca del suo legittimo proprietario. 

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