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Martedì, 25 Giugno 2024
centrali idroelettriche

Preoccupazione per le dighe in Val Meduna: "Lavoratori scesi da 76 a 28"

Il Comitato Acque è intervenuto in Regione

La gestione delle centrali idroelettriche è stata al centro di una discussione in IV Commissione in Regione, dove è intervenuto il Comitato Acque Valmeduna. 
C'è preoccupazione per le ricadute sull'occupazione, ridotta in val Meduna da 76 a 28 unità quando, invece, la presenza umana è insostituibile nella sorveglianza delle dighe attraverso lavoratori qualificati.
Il comitato ha chiesto se nel piano rischi della Protezione civile rientri anche un piano di messa in sicurezza delle dighe. Inoltre, si è detto preoccupato su chi tele-condurrà in futuro l'asta del Cellina dato che, attualmente, è in concessione a Edison assieme all'asta
del Meduna, la cui gestione però è scaduta e andrà a gara. 

I rappresentanti dei cittadini si sono anche soffermati sulla natura internazionale delle grandi società concessionarie idroelettriche e sul fatto che Edison è prevalentemente dello Stato francese, "quindi si tratta di capitali stranieri che non hanno un ritorno sul territorio friulano e, soprattutto, appartengono a soggetti che hanno dei contenziosi con la Regione Fvg".
Il comitato ha chiesto che nei prossimi bandi - che si augura siano fatti presto, dato che le concessioni sono già quasi tutte scadute - sia inserita la clausola che chi ha dei contenziosi con l'ente cedente non possa partecipare alle gare di appalto.

Di disciplinari riduttivi e non aggiornati ha parlato il Comitato Valcellina, a cui pare assurdo che la concessione idroelettrica di Barcis, in scadenza nel 2029, sia assegnata a dei concessionari senza che l'autorità pubblica competente a concederla, la Regione, preveda di chiedere a ciascuno di essi rendicontazioni quanto allo stato di beni e opere demaniali affidati per derivare l'acqua a uso elettrico, sostenibilità della gestione rispetto al contesto territoriale, interventi di risanamento e di miglioramento ambientale e paesaggistico del bacino idrografico, ma anche di compensazione per mitigare l'impatto inevitabile che ha una diga, e infine gestione che garantisca la sicurezza delle cose e delle persone.

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