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Confindustria: solo il 6,6% delle donne si approccia all'ingegneria

Avviato un programma per arruolare più ragazze nei percorsi scientifici

Inizierà domani, voluta da Confindustria Alto Adriatico e ITS Alto Adriatico, una capillare campagna di informazione ricca di spunti e testimonianze per “arruolare” le ragazze nei percorsi formativi tecnico scientifici degli ITS e universitari, «quelli su cui – come spiega il Presidente, Michelangelo Agrusti – investiamo da tempo».

Il perché è presto detto: in ambito STEM le ragazze continuano a essere sottorappresentate, in particolare nei campi dell'ingegneria – vi si approccia solo il 6,6% - e nell'ICT, dove ci si ferma all’1,7%. «Il pregiudizio culturale per cui le ragazze non sono idonee a misurarsi con le nuove tecnologie e la scienza – ha aggiunto Agrusti – ha agito per lungo tempo alla stregua di una barriera che ha impedito loro l’accesso alle nuove professionalità richieste non soltanto dal mondo delle imprese. Noi, quella barriera, vogliamo abbatterla e questa campagna è un contributo concreto che si dipanerà principalmente in ambito digitale. Si protrarrà nel tempo e sarà valorizzata da un intenso dialogo con tutti gli organismi della formazione: studenti, docenti e genitori. Queste – ha concluso il Presidente – sono le nostre mimose».

Per Barbara Comini, Direttore Generale ITS, «riconoscere e valorizzare le competenze delle ragazze in queste discipline è fondamentale per riuscire a far emergere il potenziale innovativo e contribuire parallelamente a ridurre le disuguaglianze sociali ed economiche». ITS, concretamente, sostiene le giovani che intendono avvicinarsi alle STEM in due modi: lavorando in collaborazione con le scuole superiori del territorio per un orientamento realmente inclusivo e offrendo sostegni reali come, ad esempio, l'abbattimento della quota di iscrizione riservata alle ragazze.

In più, proprio dal 2024, ITS AA ha inserito nell’offerta di orientamento per le scuole superiori di Friuli Venezia Giulia e Veneto uno specifico laboratorio sugli stereotipi di genere «finalizzato – come ha aggiunto ancora Comini – a decostruire l'idea che le ragazze abbiano maggiore propensione verso le materie umanistiche». Sempre a partire da quest’anno ITS ha previsto anche una capillare presenza dei propri orientatori in istituti a vocazione umanistica «proprio dove – ha chiosato Comini – c'è sempre, a causa degli stereotipi di genere di cui parlavamo, la maggior concentrazione di popolazione femminile».

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