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Lunedì, 4 Marzo 2024
La sentenza

Cugine uccise sull'A28, Dimitre Traykov andrà in prigione

La Corte di Cassazione ha respinto nella giornata di oggi, 9 gennaio, il ricorso del 62enne imprenditore bulgaro. La sentenza di Appello che lo aveva condannato a 7 anni per l'omicidio stradale di Sara Rizzotto e Jessica Fragasso,

Dimitre Traykov, imprenditore bulgaro di 62 anni, andrà in prigione. A stabilirlo è stata la Corte di Cassazione che nella giornata di oggi, 9 gennaio, ha respinto il ricorso contro la sentenza della Corte d'Appello di Trieste che confermava i 7 anni dati in primo grado a Pordenone. Per Traykov l'ordine di carcerazione è praticamente immediato e probabilmente sarà dietro le sbarre (quasi sicuramente nel penitenziario di Udine) già da stasera.

Il 62enne era stato riconosciuto colpevole del duplice omicidio stradale di Sara Rizzotto, 26enne di Conegliano, e della cugina Jessica Fragasso, 20enne di Mareno di Piave, avvenuto lungo la A28 nel tratto compreso tra Villotta e Azzano Decimo il 30 gennaio del 2022, e delle lesioni sulle due figlie di Sara. «Ora giustizia è stata completamente fatta e speriamo di trovare un po' di pace per lenire il nostro immane dolore» hanno commentato i familiari di Jessica. Confermate quindi in toto tutte le statuizioni civili, ovvero il pagamento di provvisionali che vanno dai 35 mila euro per i genitori delle due vittime (in realtà la famiglia di Jessica ha già ricevuto 670 mila euro come terzo trasportato) ai 25 mila per i nonni di Sara ai 20 mila euro per gli zii.

Il legale della famiglia Rizzoto, l'avvocato Alessandra Nava (l'avvocato dei Fragasso è invece Enrico D'Orazio), impegnata nella causa civile e nel "confronto" con l'assicurazione del bulgaro, sta ancora cercando di pignorare i beni sequestrati in via conservativa a Traykov - tutti in Bulgaria - dalla Corte d'Appello di Trieste: un appartamento di 75 metri quadrati, una casa singola a due piani da 148 metri quadrati con annessi terreni agricoli e di proprietà per 993 metri quadrati, due vigneti di rispettivamente di 4,649 acri e 2,325 ettari e altri quattro terreni per 25.618 acri.

Il 62enne imprenditore bulgaro tamponò violentemente la Fiat Panda all’interno della quale si trovavano le due vittime in compagnia delle figlie di Sara (risarcite in via extra giudiziale con 35 mila euro ciascuna e che, tramite il padre, Devis Da Ros, ex compagno di Sara, avevano presentato la denuncia per lesioni colpose senza la quale l'uomo avrebbe goduto di un ulteriore sconto di otto mesi). Traykov, nei cui confronti il processo di primo grado "tolse" l'aggravante della guida in stato d'ebbrezza, piombò sulla macchina delle due ragazze a 180 chilometri all’ora, abbandonando la scena dell'incidente e fuggendo a piedi verso casa. Venne arrestato qualche ora dopo presso la sua abitazione: fu trovato positivo all’alcol test (aveva 1,20 grammi per litro) ma nel corso dell’interrogatorio affermò di aver bevuto a casa per calmarsi. L'incidente sarebbe stato causato da una distrazione dovuta al fatto che l'imprenditore ricevette una telefonata dalla moglie subito prima dello schianto.

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