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Martedì, 27 Febbraio 2024
verso la sentenza / Centro Storico

Ex fiera, è la settimana della verità: gli scenari possibili

Mercoledì il Tribunale amministrativo regionale si esprimerà sul ricorso di Legambiente e dei comitati

È partito il conto alla rovescia per sapere il destino dell'ex fiera. Mercoledì 24 gennaio sarà discusso nel merito il ricorso presentato da Legambiente, insieme ai comitati Il Tiglio Verde e Campetto Open Run, per salvare i tigli storici. 
Dopo che il Trbinuale amministrativo regionale ha accettato la richiesta di sospensiva presentata dai comitati il clima si è surriscaldato. È nato in tempi record un nuovo comitato, promosso dal sindaco Alessandro Ciriani, e che ha portato i 150 persone davanti alla loggia del municipio per dire sì all'opera. 

Gli scenari

Mercoledì gli scenari possibili sono di fatto due. Se il Tar boccerà il ricorso dei comitati a quel punto il cantiere per la riqualificazione dell'ex fiera avrà il via libera definitivo e i tigli piantati negli Anni '30 avranno i giorni contati. 
Se invece i giudici decideranno di accogliere il ricorso e di salvare le piante si aprirà un nuovo capitolo. Il cantiere non potrebbe partire e il progetto essere ridisegnato salvaguardando il parco storico esistente. 
Il Comune di Pordenone a quel punto potrebbe ricorrere al Consiglio di Stato, ma con una sentenza sfavorevole del Tar si andrebbero comunque a perdere i fondi del Pnrr, che hanno tempi stretti per la rendicontazione. Motivo per cui la sospensiva in questo caso è di 14 giorni e non di alcuni mesi come nei (rari) casi in cui viene concessa. 
Anche i comitati potrebbero ricorrere all'ulteriore grado di giudizio del Consiglio di Stato, ma in caso di vittoria del Comune al Tar, anche se in via definitiva venisse riconosciuta la ragione ambientalista, i tigli sarebbero già stati abbattuti da parecchio tempo. 

«Se saranno abbattuti, perdiamo tutti»

La fondatrice de Il Tiglio Verde, Valeria Barbi, si trova in America per una missione scientifica ambientale (ora lei e il marito sono in Patagonia) ha fatto il punto della situazione, dalla fondazione del gruppo nel 2015 ai giorni odierni, portando in luce una politica sorda all'articolo 9 della Costituzione che "tutela l'ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi anche nell'interesse delle future generazioni". 
«Quei tigli - scrive Barbi - capro espiatorio di una lotta politica senza senso, diventano un bene comune che merita di essere protetto e per cui è giusto combattere, al di là di ogni colore e schieramento, fino al giorno in cui - come purtroppo sembra probabile - verranno abbattuti e allora, ognuno di noi avrà perso». 

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