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Martedì, 27 Febbraio 2024
l'iniziativa / Centro Storico

Ex fiera, le battaglie dei comitati diventeranno un libro e un film

Gli attivisti vogliono conservare la memoria di quanto accaduto in questi mesi

La battaglia dei comitati ambientalisti per salvare gli alberi dell'ex fiera diventerà un libro e molte testimonianze, confluiranno anche in un film documentario.
Come spiegano gli attivisti, «il libro, permetterà ai cittadini di capire esattamente, al di là della decisione dei giudici, che, come si sa, non sono infallibili, come siano andate le cose e i motivi che hanno spinto così tante persone a battersi (e il film lo documenterà bene), non solo per tutelare gli alberi, l’ambiente (quindi il benessere e la salute) e la socialità di cui era fucina quel campetto da basket, ma anche per un ideale di giustizia. Intraprendendo una strada legale difficile e costosa, senza precedenti a Pordenone».

«Perché sono davvero tante - proseguono - le cose che in questo progetto faraonico catapultato in uno spazio ristretto e con una forte identità e calato dall’alto senza alcun confronto con i cittadini, stridono con la correttezza, i principi democratici e con la Costituzione. Il neonato Comitato delle associazioni sportive, schierato con la linea politica del Comune, che continua a mettere i cittadini contro altri cittadini, vuole far credere che i movimenti ambientalisti siano contrari alla ristrutturazione dell’ex Fiera e quindi alla promozione dell’attività sportiva. Niente di più falso. Nessuno ha mai detto che l’ex Gil non deve essere ristrutturata. E nessuno nega l’alto valore dell’art. 33 della Costituzione, ma si rammenta che esiste anche l’articolo 9 della carta, in cui si dice che “la Repubblica tutela il paesaggio, il patrimonio storico e artistico nazionale”. Un articolo che in periodo di cambiamento climatico come quello che stiamo vivendo, assume un’importanza vitale. Ma i soldi (che poi sono quelli di tutti e solo un terzo del Pnrr), il potere, la politica, la visibilità del momento spesso rendono cieche le persone, impedendo loro di guardare obiettivamente al futuro».

«Al posto dei tigli storici, di cui il Comune non ha voluto accertare l’età, perché se diventa ufficiale che hanno più di 70 anni (come testimoniano studi, persone e foto) non li può toccare, pianterà alberelli giovani, ciliegi e prugni, che richiederanno l’utilizzo di diversi trattamenti fitosanitari. Nulla a che fare con i tigli mangia smog, un polmone verde, che ha un valore economico e ambientale di 340 mila euro l’anno. La Soprintendenza Fvg, lo scorso 13 luglio, aveva riconosciuto il valore storico di quelle piante, censite dallo stesso Comune come sane (di categoria B e C), e detto che si potevano abbattere solo se ammalate. Poi aveva motivato: “questa prescrizione deriva da una verifica successiva avviata sull’area interessata dal progetto, dalla quale risulterebbe che l’impianto del parco è riconducibile alla colonia elioterapica, su progetto dello stesso Scoccimarro, degli anni ’30. Informazione, questa, che non ci era stata comunicata”. E non era la sola a non esserne stata informata». 

«È stato allora - prosegue il resoconto - che è entrata in campo la Soprintendenza speciale Pnrr, la quale, in sole 24 ore, e basandosi soltanto sulla relazione del progettista dell’opera, quindi non un agronomo o un forestale, il 25 luglio ha dato il via libera al progetto. Di fronte ai giudici del Tar, la Soprintendenza speciale (e quindi il Ministero della cultura) ha rinnegato l’istruttoria dell’Abap regionale, senza però spiegare perché non ne ha prodotta una propria. Ma ai giudici, capita, deve essere sfuggito».

«Queste sono soltanto alcune delle cose denunciate nel ricorso al Tar che fanno pensare ai cittadini contrari al progetto di aver subito un doppio torto: dall’amministrazione e anche dai giudici. E lo vogliono raccontare. Pertanto, questo brutto capitolo della storia cittadina sarà raccontato in un libro, a imperitura memoria, perché nessuna narrazione o articolo riuscirebbero a dargli l’esatta misura. Oltre al libro, è in fase di definizione anche il film documentario che completerà con testimonianze e immagini, l’iter di questa battaglia di civiltà e cittadinanza, in difesa del parco».

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