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Giovedì, 22 Febbraio 2024
dopo la sentenza / Centro Storico

Ex fiera, i comitati non mollano: «Test sull'età degli alberi»

Gli attivisti vogliono continuare la battaglia in difesa dei tigli

Dopo la sentenza del Tribunale amministrativo regionale, che dà ragione al Comune di Pordenone, il destino dell'area dell'ex fiera è segnato. Sarà tagliata una cinquantina di tigli, eliminati i campi da basket e una fetta del giardino della scuola collodi. Partirà poi il cantiere con l'abbattimento della struttura esistente e la costruzione di quella nuova, più ampia in superficie e volume. 
I comitati che da mesi cercano di difendere gli alberi non si fermano e vogliono proseguire la loro battaglia. 
«I giudici - scrivono Legambiente, Tiglio verde e Campetto open run - cosa singolare, hanno riconosciuto il valore degli alberi, ma hanno sentenziato che possono essere sacrificati, hanno altresì riconosciuto la legittimità dei cittadini e non di Legambiente (che tuttavia è una Aps ed ha uno statuto che l’autorizza a muoversi legalmente) a ricorrere, ma non hanno dato voce alle loro richieste, né ai loro diritti. Hanno lasciato aperto il grande vuoto sull’età degli alberi, cosa questa che avrebbe dovuto accertare il Comune e non certo i ricorrenti, che pur hanno visto respingere la richiesta di effettuare in contraddittorio l’esame di dendrocronologia (che ha un margine di errore di pochi giorni)».

Il test per l'età degli alberi

Per questo gli attivisti «chiedono di nuovo al Comune di effettuare quell’esame in collaborazione, al fine di fugare ogni dubbio, altrimenti si vedranno costretti a chiedere al giudice civile l’Atp, l’Accertamento tecnico preventivo. Se è vero, come sostengono i ricorrenti e gli studi storici effettuati, che quegli alberi hanno più di 70 anni, allora saranno tutelati ope legis, e nessuno li potrà toccare. L’Atp potrebbe essere effettuato nel giro di pochi giorni, ben prima del termine di scadenza  per presentare il ricorso al Consiglio di Stato, ora al vaglio dei ricorrenti».

«Progetto calato dall'alto»

Andiamo avanti, resta comunque l’amarezza per come sia stato gestito questo progetto: avrebbe potuto essere condiviso con i cittadini, invece di essere calato dall’alto in modo autoritario e indiscutibile, tenendo conto delle esigenze ambientali e di quelle dello sport, che non dovrebbero essere mai in contraddizione. 

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