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Famiglie sempre più povere: altri 200 mila euro nel progetto dei prefetti

Il piano "Energia Solidale" nasce dalla sinergia delle prefetture di Udine e Pordenone. Un programma articolato con il sostegno della Caritas dell'Arcidiocesi di Udine, della Diocesi di Concordia Pordenone e della Fondazione Friuli

Per far fronte all'emergenza abitativa ed energetica le prefetture di Udine e Pordenone hanno deciso di proseguire con il progetto "Energia Solidale". Un protocollo d'Intesa nato il 30 novembre 2022 grazie alla sinergia tra le Caritas dell'Arcidiocesi di Udine, la Diocesi di Concordia Pordenone e la Fondazione Friuli. L'obiettivo dell'iniziativa è di dare un aiuto concreto alle famiglie friulane incapaci di far fronte all'aumento dei prezzi sia dell'energia che di beni di prima necessità. 

Il nuovo progetto

Il nuovo Protocollo metterà a disposizione 200 mila euro non solo per il pagamento delle bollette, dei canoni di locazione e delle spese connesse all'attività lavorativa, ma anche all'acquisto di alimenti e di strumenti per il risparmio energetico e pure a forme di micro credito. La gestione del fondo sarà sempre affidata alla Caritas Diocesana di Udine e alla Caritas Diocesana di Concordia Pordenone e verrà attuata attraverso la rete dei propri Centri di Ascolto.

I dati

Gli effetti di questo progetto si sono visti già nella prima edizione del progetto "Energia Solidale". Grazie al fondo di 300 mila euro messo a disposizione delle due Caritas dalla Fondazione, nella ex provincia di Udine, 686 persone (di cui 160 famiglie e 69 singoli), residenti in 60 comuni della provincia, hanno potuto beneficiare del sostegno.

Nel caso invece della ex provincia di Pordenone, sempre attraverso i Centri di Ascolto delle Foranie, 105 nuclei famigliari hanno avuto accesso al finanziamento per un totale di 311 persone. La maggior parte delle spese coperte riguardano i canoni di locazione (42%), i costi per la mensa e aiuti alimentari e spese sanitarie (31%), mentre la parte rimanente è stata usata per utenze e spese condominiali. Il 52,3% dei nuclei ha al suo interno un percettore di reddito da lavoro, la maggioranza dei quali con un contratto di lavoro a tempo indeterminato. Quasi il 20% invece è percettore di pensione. Grazie alla collaborazione con Fondazione Friuli e la Prefettura, una parte dei fondi è stata utilizzata per sostenere da inizio novembre la fornitura di pasti a 114 persone in "emergenza freddo", con una media di 90 pasti al giorno. 

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