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Martedì, 25 Giugno 2024
Friuli al centro del traffico internazionale di rifiuti

"Friuli Venezia Giulia punto cardine nel traffico internazionale di rifiuti"

A sollevare la questione sul tema è il tenente colonnello Risottino, comandante del Gruppo carabinieri per la Tutela ambientale e la sicurezza energetica di tutto il nord est. "Alcuni paesi verso oriente stanno diventando la discarica d'Europa"

Il Friuli Venezia Giulia è un punto cardine nel traffico internazionale di rifiuti ed è necessario prenderne consapevolezza. È l'allarme lanciato oggi a Udine, al comando provinciale dei carabinieri, dal tenente colonnello Enrico Risottino, comandante del Gruppo carabinieri per la Tutela ambientale e la sicurezza energetica di Venezia, in carica da giugno 2022, che coordina le attività di Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e Trentino-Alto Adige. Assieme a Risottino anche il maggiore Gianluca Muscatello, comandante del Nucleo operativo ecologico di Udine. 

Una situazione pericolosa

Risottino ha puntato i riflettori sul fatto che attività del genere nella maggior parte dei casi hanno alle spalle molto di più della singola operazione, ma una vera e propria strategia criminale organizzata in maniera molto sofisticata. Come diceva sempre Giovanni Falcone, ha sottolineato il tenente colonnello, "segui i soldi, troverai la mafia". "Alcuni paesi oltre confine, verso oriente" ha specificato Risottino, "stanno diventando la discarica d'Europa. Non hanno contezza dei disastri che una situazione del genere può provocare. Noi tuteliamo l'ambiente, ma questo genere di business provoca anche un disastro sanitario. Ne paghiamo tutti quanti, inconsapevolmente, le conseguenze". "È necessario che i cittadini abbiano le antenne dritte riguardo a vicende di questo genere – ha proseguito l'ufficiale –. Su questo territorio operano gruppi strutturati. Esistono addirittura broker che mettono in contatto aziende italiane, che hanno esigenze di smaltire rifiuti, con ditte all'estero disponibili a riceverli e sfruttano le zone di confine come depositi. Capannnoni dismessi o in disuso, in zone industriali ormai poco frequentate, sono lo scenario ideale per movimenti di questo tipo". 

Il tenente colonnello Enrico Risottino

Gli ultimi episodi criminosi

In provincia di Udine, di recente, si sono verificati tre distinti casi che hanno chiamato in causa il Noe. Nel territorio comunale di Campoformido i militari del Noe, coadiuvati dai colleghi della stazione locale e dai tecnici dell'Arpa, hanno scoperto uno stoccaggio abusivo di 1000 metri cubi di rifiuti inerti, sparsi su 4mila metri quadri di terreno fino a farlo alzare di circa 40 centimetri. Come se non bastasse sull'area era presente anche un container con all'interno rifiuti di ferro e acciaio. Tutti i rifiuti sono stati sequestrati, così come le due macchine operatrici destinate alla loro lavorazione dal titolare dell'azienda, denunciato a piede libero per l'ipotesi di reato di gestione illecita di rifiuti non pericolosi. I militari dell'Arma hanno agito anche nel contesto di due episodi di "respingimento" di rifiuti indirizzati verso l'Europa dell'est, in Repubblica Ceca (destinazione Polonia) e Slovenia (obiettivo Ungheria), di due carichi di rifiuti provenienti da aziende con sede a Pannellia di Sedegliano e Talmassons. In entrambi i casi il materiale è stato rispedito al mittente perché ritenuto "non conforme alle norme che regolano le spedizioni transnazionali. In modo illecito, infatti, i due carichi erano accompagnati da documenti che dichiaravano tipologie di materiale diverso da quello trasportato. Sono così scattati i sequestri di 12,33 tonnellate di scarti della lavorazione di altri rifiuti e di 24,12 tonnellate di toner e cartucce esausti. Entrambi i titolari delle attività coinvolte dovranno rispondere di traffico illecito di rifiuti. 


 

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