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Venerdì, 24 Maggio 2024

Chiesa piena per l'addio all'agente Stefano Del Piero: "Un'anima buona e gentile"

La cerimonia si è svolta oggi, 27 aprile, alle 15 nella Chiesa del Sacro Cuore di Pordenone. Presente anche una delegazione della questura di Treviso che si è stretto attorno alla famiglia durante le esequie

Si è svolto oggi, 27 aprile, il funerale di Stefano Del Piero, il poliziotto di 49 anni colpito da un infarto al termine del turno di lavoro. I colleghi lo hanno accolto con un profondo silenzio interrotto solo da qualche goccia di pioggia all'esterno della Chiesa del Sacro Cuore, dove si sono tenute le esequie. Numerosa e commossa è stata la partecipazione al funerale dell'agente Pordenonese. Ma a colpire, oltre alla presenza di civili venuti appositamente per un ultimo saluto a Stefano,  è stata la nutrita delegazione delle questure di Pordenone e Treviso, che si sono subito strette intorno ai familiari in ricordo del loro collega.    

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A prendere parola per primo è stato il sacerdote Omar Bianco che, per aiutare i presenti in questo momento complicato e doloroso, è andato a scavare tra le parole che lo stesso Stefano condivideva su Facebook. Fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce recita una delle frasi trovate dal Don. "Non è facile per tutti i colleghi essere qui. Dobbiamo però prendere spunto da questa citazione. Se è vero che una pianta che cade è in grado di ferire quelle che si trovano vicine a lei, è vero anche che esiste una foresta che cresce e che non fa rumore. Una foresta della vita continua, nonostante il dolore di questa perdita". 

Per Stefano Del Piero ("Sonny "per gli amici più cari) la Polizia di Stato è stata la sua seconda famiglia. "Non si tratta infatti solo di lavoro, ma di essere sempre a servizio del prossimo", prosegue il sacerdote riferendosi alla sua professione di poliziotto. Una carriera che gli ha permesso di alimentare questa distesa di alberi a tal punto da intrecciarsi con quelle degli altri. "Stefano - conclude - con questo messaggio ci ricorda di continuare a far vivere la foresta della nostra vita. È una grossa responsabilità. Ma dobbiamo ricordarci che abbiamo bisogno di sintonizzarci per imboccare quella direzione". 

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La cerimonia si è conclusa con alcuni interventi dei colleghi, molti dei quali non riuscivano più a trattenere le lacrime ricordando alcuni aneddoti legati alla sua carriera a Treviso.  "Sappi che ti vogliamo bene" dichiara un collega visibilmente commosso.  "Sei sempre stato disponibile ad aiutarci nel lavoro e nella vita privata. - afferma un altro agente. - Ti sei interessato ai nostri problemi in maniera affettuosa come solo un'anima buona e gentile sa fare. La passione, la dedizione saranno per noi un esempio di professionalità nel portare avanti il nostro impegno quotidiano nella squadra volante. Non siamo capaci di interpretare correttamente quelli che oggi ci appaiono evidenti segnali di difficoltà che hai manifestato nell’ultimo periodo. Ora che sei lassù Stefano, libero da ogni problema e preoccupazione, ogni tanto volgi il tuo sguardo verso di noi e aiutaci a superare i momenti di difficoltà sostenendoci e confortandoci come hai sempre fatto".

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