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L'operazione

Furti, aggressioni e rapine in centro: arrestata una banda di giovani

Sette stranieri e due italiani si erano resi protagonisti di una serie di colpi avvenuti in centro a Pordenone

Diciassette capi d’imputazione; sette misure cautelari; cinque arresti. È questo il risultato dell’inchiesta della Procura su un gruppo di giovani che sono resi protagonisti di svariati colpi in centro a Pordenone. La banda, formata da due cittadini italiani e nove stranieri con precedenti penali, nelle ultime settimane è balzata alle cronache per una serie di furti e rapine commesse contro privati cittadini ed esercizi commerciali (negozi e ipermercati). Episodi che hanno destato notevole clamore nella cittadinanza pordenonese.

Sono state decine le denunce presentate negli ultimi mesi nei confronti dei membri di gruppo. Richieste d’aiuto segnalate ai carabinieri e alla polizia di Stato da parte di persone che sostenevano di essere state derubate del telefono cellulare, di capi d’abbigliamento o di effetti personali.

Il caso

Come riportano le forze dell’ordine, il gruppo non esitava a delinquere pochi minuti dopo essere stati controllati dagli agenti che da tempo ormai monitoravano quotidianamente la situazione a Pordenone. I controlli hanno portato anche a diversi interventi per furti consumati all’interno degli esercizi commerciali. E anche in questo caso se il gruppo veniva colto in flagranza non ci pensava due volte compiere atti di violenza per fuggire dal luogo in cui era avvenuto il fatto.

L’inchiesta

Vista gravità degli episodi denunciati dalle vittime la Procura di Pordenone si è subito mobilitata coordinando l’attività investigativa insieme alla squadra Mobile della questura e del comando dei carabinieri di Pordenone. Un’azione congiunta che ha portato a diporre sette misure cautelari al gip del Tribunale a carico degli appartenenti della banda. Cinque persone sono state arrestate e trasferite in carcere. Due verranno invece sottoposte all’obbligo di presentazione davanti alla polizia giudiziaria. Le altre due sono state denunciate in stato di libertà per alcuni dei fatti contestati nell’ordinanza.

Tutto questo ha prodotto un impianto accusatorio ben articolato: diciassette i capi d’imputazione formulati dalla Procura e accolta dal giudice delle indagini preliminari di Pordenone che nell’ordinanza ha evidenziato, si legge nella nota, «l’agire particolarmente cruento del gruppo che dimostrava elevata sfrenatezza e compulsione criminale».

Gli episodi 

Tra i fatti contestati emergono quattro rapine aggravate, cinque furti aggravati e un’estorsione, e in quattro casi le vittime hanno riportato varie lesioni. Una delle persone fermate è accusata di resistenza e di rifiuto di fornire le proprie generalità. Fatti commessi tutti tra febbraio e aprile di quest’anno. Il gruppo lo scorso 26 aprile aveva colpito con calci e pugni (anche usando un tirapugni), un cittadino straniero che aveva richiesto la restituzione del pacchetto di sigarette sottratto dalla banda. Poco dopo l’aggressione i medici hanno rilevato una frattura delle ossa del metacarpo di entrambe le mani e varie contusioni ed escoriazioni con una prognosi di trenta giorni.
 
In altre occasioni gli arrestati, oltre a derubare e minacciare le vittime, si sono resi autori di richieste estorsive. Come nel caso di un minore a cui era stato richiesto il pagamento della somma di 30 euro per riottenere il cellulare rubato dai ragazzi. Gli stessi che avevano tentato di sottrarre una borsa di una donna vicino al ristorante I-Sushi in via Beato Odorico. Un caso che aveva creato  scalpore era avvenuto a marzo quando gli arrestati, dopo la richiesta di restituire  le bottiglie rubate in un supermercato in centro, avevano colpito il titolare con un  pugno al volto per poi fuggire dal negozio.
 

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