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In un anno 22 morti sul lavoro in regione: «Investire sulla sicurezza»

L'appello della Cgil dopo il crollo del cantiere a Firenze

Tragedie come quella di Firenze confermano, una volta di più, «l’esigenza prioritaria e inderogabile di un’azione profonda e strutturale su prevenzione e sicurezza sul lavoro in questo Paese ». È quanto afferma il segretario generale della Cgil Friuli Venezia Giulia Michele Piga assieme a Massimo Marega, segretario regionale della Fillea, il sindacato che rappresenta i lavoratori delle costruzioni e del legno.
Nell’esprimere «solidarietà e grande vicinanza a nome di tutta la Cgil del Friuli Venezia Giulia ai familiari e ai colleghi delle vittime e dei lavoratori ancora sotto le macerie», Piga e Marega sottolineano come «l’attenzione sui temi della sicurezza, della prevenzione di infortuni e malattie professionali e della vigilanza sui luoghi di lavoro non può essere figlia di una reazione emotiva a episodi come quello di Firenze, ma devono essere costanti da parte di tutti, a partire dai primi attori coinvolti, mondo delle imprese e sindacato, per arrivare fino alle istituzioni, ad ogni livello».
Attenzione particolare, rimarca Marega, va dedicata a settori come l’edilizia, «dove i fenomeni diffusi di dumping contrattuale, la presenza massiccia di partite Iva di comodo e la frantumazione della catena produttiva in appalti e subappalti favoriscono il mancato rispetto delle norme su salute e sicurezza». Da qui la necessità di rafforzare l’attenzione sia da parte del sistema delle imprese e dei rappresentanti sindacali sulla sicurezza, sia da parte degli organi di vigilanza, a ogni livello.
L’emergenza riguarda anche la nostra regione, dove lo scorso anno – sottolineano i due segretari – si sono registrati 22 infortuni mortali, più del doppio rispetto ai 10 del 2022. «Tutte le strutture della Cgil – conclude pertanto Piga – continuano a essere impegnate nelle iniziative nei confronti del sistema salute e sicurezza, fatto dalle istituzioni pubbliche e politiche, dai sindacati, dalle imprese e da tutti gli organismi e le figure preposte, per chiedere il rispetto delle norme, più investimenti sulla formazione e sulla cultura della prevenzione, maggiore frequenza ed efficacia delle azioni di ispezione e vigilanza».

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