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cronaca / San Giorgio della Richinvelda

San Giorgio, un incendio brucia la chiesa

Fiamme nella frazione di Pozzo. L'innesco dai lumini votivi

Un incendio si è sviluppato nella chiesa di Sant'Urbano e Santa Sabina a Pozzo, frazione di San Giorgio della Richinvelda. Le fiamme si sono sviluppate all'interno, nella mattina del 3 aprile, e hanno compromesso gli arredi. Secondo i primi rilievi, l'incendio sarebbe partito dai lumini votivi. 

«Sono addolorato per quanto accaduto - ha commentato il sindaco di San Giorgio della Richinvelda, Michele Leon - ho parlato con i fedeli increduli, radunati all’esterno della chiesa e ai quali ho portato la solidarietà ed il nostro impegno immediato. 
Ringrazio i Vigili del Fuoco per il lavoro che stanno ancora svolgendo».

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La storia della chiesa

Dedicata ai Santi Urbano e Sabina, e costruita a partire dal 1801, pochi anni dopo la demolizione della precedente, la chiesa di Pozzo presenta una facciata ancora memore del gusto settecentesco ma già pervasa da segni neoclassici.
L'altare in pietra è attribuito al lapicida lombardo Donato Casella. Diviso inferiormente in tre scomparti (nei quali si accampano i Santi Urbano e Sabina e, al centro, la Madonna con Bambino) mediante colonne scanalate con entasi, nella fascia superiore reca la conchiglia tra angeli oranti. La trabeazione liscia, le cornici molto aggettanti, le volute raccordanti la parte superiore al timpano abbassato, sono elementi strutturali utilizzati con proprietà. Le figure (quella di S. Sabina in particolar modo) sono snelle, di prepotente vitalità, con vesti ariose e mosse.
Interessante, nell’edicoletta timpanata, la figura di Cristo deposto che richiama alla memoria, così come gli angioletti del soffitto, l'altare di Carlo da Carena in S. Lorenzo di Fiumicello, del 1547, e singolari i due telamoni appoggiati alle volute, in qualche modo riconducibili ai telamoni della chiesa di Baseglia.
Del 18esimo secolo il paliotto in pietra sommariamente lavorata sottostante all'altare, attribuibile a qualche maestro della famiglia di lapicidi medunesi Ciotta come quello dell'altare del Pilacorte nella chiesetta di S. Nicolò alla Richinvelda. Il quadro in olio su tela con un'insolita Moltiplicazione dei pani e dei pesci (1992) è opera del milanese Guglielmo Maniaghi, residente a Morsano al Tagliamento.Il Cristo in mosaico nel lunotto dell'abside è di Attilio Bratti di S. Giorgio della Richinvelda (anni '90).

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