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Cronaca

Luca Orlandi, dall'autoreclusione alla denuncia per resistenza

Il racconto dei vicini e l'operazione dei carabinieri

Luca Orlandi non usciva di casa da più di due anni. Nella corte di via Battaglione Gemona, dove abita da una decina d'anni, c'è qualche segno. A raccontarlo sono i vicini di casa che parlano di un uomo molto schivo ma tranquillo e che fino a qualche anno fa conduceva una vita normale e una carriera da ingegnere ben avviata. 
Poi qualcosa è successo e il 55enne ha preso la decisione di chiudersi in casa. Fuori dalla porta di casa sono rimaste una station wagon e una moto abbandonate, segnate dal tempo e dall'incuria e attorniate dall'erba alta. 

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Cordovado è rimasta bloccata, tagliata in due, per 50 ore. E tutto nasce alla metà del mese di luglio, quando i carabinieri dovevano notificargli degli atti amministrativi inerenti al possesso di due fucili semiautomatici, di una pistola semiautomatica e dei relativi munizionamenti (circa 600 colpi di vario calibro). Quelle armi gli dovevano essere sequestrate in forma cautelativa, in ossequio a una disposizione prefettizia, dai militari della Stazione Carabinieri di Cordovado giacché il permesso di detenere legalmente le
armi era scaduto.

La procedura avrebbe potuto avere un rapido esito se l’uomo si fosse sottoposto alla prescritta visita medica comprovante l’idoneità psico-fisica prevista per legge. Orlandi si era volontariamente rinchiuso in casa - per sua stessa ammissione - in una sorta di ritiro morale e spirituale. Uscire di casa per sottoporsi ai prescritti accertamenti psicofisici avrebbe comportato l’interruzione del suo ritiro, in realtà iniziato da diverso tempo, cosa ritenuta incompatibile con la sua scelta morale. La situazione è letteralmente degenerata
quando si è rifiutato di aprire la porta di casa ai Carabinieri di Cordovado anche solo per essere informato della notifica dell’atto, rifiutando – di conseguenza – di consegnare le armi.

L’uomo, denunciato a piede libero per “procurato allarme” e “resistenza a pubblico ufficiale”, sarà sottoposto, presso l’Ospedale di Pordenone, ad accertamenti medici tesi a verificare il suo equilibrio psico-fisico.

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