rotate-mobile
il ricordo / Erto e Casso

Mattarella al Vajont: «La Repubblica non ha dimenticato»

Il Capo dello Stato è intervenuto nel 60esimo anniversario della tragedia

Sono passati 60 anni dalla sera del 9 ottobre 1963, quando la frana del monte Toc è caduta nel lago del Vajont. Un'onda d'acqua che ha spazzato via frazioni del comune di Erto e Casso e cancellato Longarone. Complessivamente 1.910 morti, di cui 487 bambini. 
Per la cerimonia in ricordo di questa tragedia è arrivato alla diga del Vajont il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Dopo la visita al cimitero di Fortogna (Longarone) il capo dello Stato è intervenuto a Erto. «La tragedia che qui si è consumata - ha detto nel suo intervento - reca il peso di pesanti responsabilità umane, di scelte gravi che venivano denunziate, da parte di persone attente, anche prima che avvenisse il disastro. L'interazione dell'uomo con la natura è parte dell'evoluzione della natura stessa, perché l'uomo è parte della natura, ma non deve divenirne nemico. Non si tratta di un tema di esclusivo carattere ecologico. Ce lo ha ricordato anche Papa Francesco nella sua recentissima esortazione. Si tratta di saper porre attenzione e saper governare, con lungimiranza, gli squilibri che interpellano, mettendo in discussione, l'umanità stessa e i suoi destini». 

«Le carte del processo stiano in valle»

Mattarella ha anche ribadito la volontà di lasciare la documentazione del processo, celebrato a suo tempo, nel territorio: «Oggi riveste una finalità di memoria e ciò che attiene alla memoria deve essere conservato vicino a dove la tragedia si è consumata. Per onorare le vittime e per riceverne ammonimento per evitare nuove tragedie»
La frana, la sparizione, nel nulla, di un ambiente, di un territorio, di tante persone. La cancellazione della vita. Sono tormenti - ha spiegato il Presidente - che tuttora turbano e interrogano le coscienze. Riuscire ad assicurare condizioni di sicurezza e garanzia di giustizia - come richiede il buon governo - rimane obiettivo attuale e doveroso nella nostra società. Perché occuparsi dell’ambiente, rispettarlo, è garanzia di vita. Per evitare atteggiamenti di indifferenza, di presunzione, di superiorità rispetto ai segnali della natura. Pagati qui a così caro prezzo

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Mattarella al Vajont: «La Repubblica non ha dimenticato»

PordenoneToday è in caricamento