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Palazzone di 12 piani: prosegue lo scontro tra residenti e amministrazione

Botta e risposta sul progetto della nuova costruzione di 38 metri: raccolte oltre 350 firme. Il sindaco al contrattacco

Il palazzo di 12 piani all’incrocio tra via Molinari e via Marco Polo è il nuovo terreno di scontro in città, tra amministrazione comunale, opposizioni e anche i cittadini. 
E proprio guardando ai pordenonesi c’è qualcosa di nuovo. L’ipotesi di costruire un palazzone di 12 piani pare che stia andando oltre la politica, tanto che diversi sostenitori indefessi della giunta comunale, su quest’opera stanno muovendo apertamente delle critiche. 
Le opposizioni unite, insieme a una rappresentanza di residenti del quartiere, si sono trovati davanti all’ex panificio Spadotto, dove dovrà sorgere il nuovo palazzone, chiedendo al sindaco Alessandro Ciriani di fare un passo indietro. 

Perché si può costruire un palazzone?

Una variante al piano regolatore permette attraverso un sistema di perequazione di acquistare un terreno non edificato in periferia in cambio di cubature premiali in zone più centrali, per riqualificare l’esistente. 
In parole povere: se un imprenditore edile compra un pezzo di terra di interesse del Comune, in cambio potrà costruire più piani (e quindi guadagnare di più) in centro. 

Opposizioni compatte 

All’incontro davanti a Spadotto erano rappresentate tutte le liste di opposizione in Consiglio comunale. 
Sono intervenuti Marco Salvador per La Civica, Irene Pirotta del Partito Democratico, Mara Turani del Movimento 5 Stelle, Anna Ciriani di AmiAmoPordenone, Paola Marzinotto per Il Bene comune. 
L’obiettivo è lo stesso, le sensibilità diverse, in particolare sulla perequazione. Tutti d’accordo nel sostenere che l’amministrazione dovrebbe iniziare ad ascoltare i cittadini. 

I residenti

Sono più di 350 le firme raccolte da un comitato di residenti del quartiere, firme che verranno consegnate domani in Consiglio comunale.
Qui, come detto, anche il fronte dei più fervidi supporters fa vedere qualche crepa. Segnale che una questione urbanistica come questa non riguarda la politica e va oltre alla più cieca fedeltà che in questi sei anni è stata ampiamente dimostrata da una fetta di elettori. 
Sostegno incondizionato che comunque non manca affatto come si può vedere dalle reazioni sui social. Arriva però da persone che non abitano in zona o in altri comuni. 

La risposta del sindaco 

Dopo il picchetto davanti a Spadotto e il nuovo polverone mediatico, la reazione di Ciriani non si è fatta attendere attaccando a spada tratta i contestatori e i redattori della petizione online, rei di aver scritto una misura sbagliata del palazzo (70 metri di altezza, invece dei reali 38). 


 

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