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Martedì, 25 Giugno 2024
Cronaca / Sesto al Reghena

Restituito un dipinto rubato nell’Abbazia Benedettina di Sesto al Reghena

Si tratta di un'opera raffigurante “Madonna Assunta” realizzato dal pittore Giuseppe Pappini nel 1851. Il furto è avvenuto il 2 maggio 2002 ed è stato trovato nelle sale di un gallerista di Dallas

I carabinieri per la tutela del patrimonio culturale hanno restituito all'Italia seicento opere d’arte rimpatriate dagli Stati Uniti d’America dal valore economico stimato in circa 60 milioni di euro. Si tratta di oggetti di antiquariato, beni archivistici e archeologici. Creazioni legate alla storia del nostro Paese (realizzate dal IX secolo a.C. al II secolo d.C.) che sono state preda dei ladri tra scavi clandestini e furti a danno di chiese, musei e privati.

Tra le opere ritrovate dalle forze dell'ordine c'è anche un dipinto olio su tela raffigurante “Madonna Assunta” rubato nell’Abbazia Benedettina in provincia di Pordenone. A realizzarlo fu pittore Giuseppe Pappini intorno al 1851. Il 2 maggio 2002 fu trafugata insieme ad altre 27 opere dal monastero senza che nessuno se ne accorgesse. Il quadro è stato ritrovato nelle sale di un gallerista di Dallas. Un'operazione frutto delle numerosi indagini condotte dal comando dei carabinieri tutela patrimonio culturale con diverse Procure della Repubblica nazionali, coadiuvate dal New York District Attorney’s Office e dall’Homeland Security Investigations statunitense.

Secondo l’ultimo rapporto sull’attività svolta nel 2023 sono stati recuperati 105.474 mila beni d’arte per un  valore stimato di oltre 264 milioni di euro. Per le attività di indagine le forze dell'ordine si sono avvalse di un importante strumento tecnologico, la “Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti”, considerato il più grande archivio al mondo di beni d’arte rubati, con informazioni su oltre 7 milioni di oggetti censiti, di cui 1.315.00 da recuperare. Allo stesso tempo si sono serviti di uno strumento che sfrutta l’Intelligenza Artificiale, denominato “Stolen Works Of Art Detection System” (S.W.O.A.D.S.) che elabora la ricerca nel web e social networks, senza soluzione di continuità, di opere d'arte trafugate.

“L’operazione “Symes”, grazie alla serrata attività in stretta sinergia dal Comando Carabinieri TPC e la Direzione generale ABAP, con il supporto giuridico dell’Avvocatura dello Stato fin dal 2007, ha consentito il recupero e il rimpatrio di una moltitudine di reperti archeologici di inestimabile valore provento di attività illecita di scavo clandestino.- ha dichiarato Luigi La Rocca, Direttore generale Archeologia, belle arti e paesaggio. - Si tratta di un vero e proprio tesoro di circa 900 pezzi tra i quali sculture, gioielli, bronzetti, ceramiche a figure rosse e nere, riconducibile alla figura di Robin Symes, noto trafficante internazionale di reperti antichi, di cui una parte considerevole recuperata negli Stati Uniti grazie alla collaborazione con la Procura di New York. Nonostante la distruzione della documentazione commerciale relativa alla attività di commercio internazionale di materiale archeologico, le Autorità coinvolte hanno ricostruito la mappa del traffico clandestino del materiale scavato ed esportato dal territorio italiano, oggetto dello straordinario recupero a favore del Ministero della cultura. Un nuovo importante recupero di opere d’arte antica che dopo la consegna alla Direzione Generale Abap e quindi al Ministero della cultura saranno assegnate agli istituti museali dei luoghi di provenienza e restituiti alla fruizione pubblica”.

Foto di Emanuele Antonio Minerva © Ministero della Cultura

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