l'opposizione ai tagli

Tigli dell'ex fiera: «Ciriani si fermi, lo prevede la legge. Allo studio un referendum»

Scende in campo la politica con la mobilitazione del Partito Democratico e della lista La Civica

Prosegue la mobilitazione per salvare i tigli dell'ex fiera che dovrebbero essere tagliati per fare spazio alle nuove strutture del polisportivo. Questa volta scende in campo la politica, con le liste La Civica e Partito Democratico. 

«Da un confronto - spiegano - è nata l’idea di appellarsi alla Legge n.10 del 14 gennaio 2013, “Norme per lo sviluppo degli spazi urbani” e, in particolare, all’articolo 7 che reca “Disposizioni per la tutela e la salvaguardia degli alberi monumentali, dei filari e delle alberate di particolare pregio paesaggistico, naturalistico, monumentale, storico e culturale e la definizione giuridica di albero monumentale univoca sul territorio nazionale»

«Siamo convinti - hanno spiegato i due capigruppo in Consiglio comunale, Nicola Conficoni (PD) e Marco Salvador (La Civica) - che i tigli dell’ex fiera possano avere queste caratteristiche e si prestino dunque all’attuazione delle forme di tutela e conservazione previste dalle norme nazionali e regionali per tutti gli alberi con particolare valenza. L’Amministrazione Ciriani li vuole abbattere, ma a nostro avviso bisogna promuoverne l’inserimento nella categoria “Alberi monumentali” o in quella “Alberi notevoli”, così come previsto dalla Delibera regionale 300 del 24 febbraio 2017 e il relativo allegato 1 (“Criteri di attribuzione del Carattere di Monumentalità”) e dalle norme tecniche del Piano Paesaggistico Regionale della Friuli Venezia Giulia. Al sindaco - hanno aggiunto Salvador e Conficoni - abbiamo presentato due interrogazioni urgenti per sapere se sia stata valutata e avviata la procedura di inclusione dei tigli in queste categorie protette, ma se non ci fosse questa volontà saremo noi, assieme a migliaia di cittadini contrari all’abbattimento degli alberi nell’ex fiera, a interessare la Regione». 

«Oltre a questa azione in Consiglio comunale - hanno aggiunto Roberto Freschi, Orsola Chiaradia, Fausto Tomasello e Alessandro Genovesi, segretari politici de La Civica e del PD - stiamo valutando anche la fattibilità di promuovere un referendum popolare per conoscere direttamente dai cittadini quale sia la loro opinione sullo stravolgimento di un luogo simbolo. Il sacrificio come se niente fosse di alberi che hanno più di 70 anni, calpestando l’identità e la storia di Pordenone, non può essere deciso nella “stanza dei bottoni” della Giunta, senza un vero confronto con la città che rischia seriamente di pagare a caro prezzo un grave errore sul quale il sindaco Ciriani sembra essersi impuntato, negando la possibilità di individuare pur valide soluzioni alternative». 

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