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Domenica, 21 Aprile 2024

Truffa delle criptovalute, l'appello agli investitori: «Continuate a denunciare»

L'avvocato trevigiano del Movimento di Difesa del Cittadino si dice soddisfatto dei sequestri della Guardia di Finanza di Treviso nell'ambito dell'inchiesta sui Nft.

Matteo Moschini, avvocato trevigiano nonché punto di riferimento del Movimento di Difesa del Cittadino, da alcuni mesi si trova in prima linea per tutelare le vittime della truffa legata alla società Nft con a capo Christian Visentin e Emanuele Giullini, che promettevano ai singoli utenti il 10% di interessi al mese per ogni investimento in criptovalute. Proprio Ieri, 17 febbraio, la Guardia di Finanza di Treviso ha sequestrato materiali per 2 milioni di euro a tre indagati, Mauro Rizzato, 55 enne di Treviso, del fratello Simone Rizzato, 49enne residente a San Giorgio delle Pertiche (in provincia di Padova) e Daniel Pianon, 40enne di Roncade. E' probabilmente il primo capitolo di una serie di provvedimento che l'autorità giudiziaria si appresta ad eseguire.

Truffa dei bitcoin, sequestri per quasi 2 milioni di euro
 

«Come noto - afferma Moschini i reati per cui la Procura di Treviso sta procedendo sono esattamente quelli da noi fin dall'inizio ipotizzati, ovvero l'associazione a delinquere finalizzata alla commissione di una serie sterminata di truffe poste in essere abusivamente; a tali reati, si sono ora aggiunti anche il riciclaggio, l'autoriciclaggio, l'impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita. Grazie alle nostre tante segnalazioni e alle denunce-querele depositate, gli inquirenti - con i quali abbiamo collaborato e continuiamo a collaborare in modo proficuo e fattivo - stanno ricostruendo la rete, il sistema su cui si fondava la N.F.T., andando anche ad individuare alcune decine di agenti/subagenti/segnalatori, tutti retribuiti direttamente o indirettamente dalla N.F.T. con i proventi dei reati».

L'invito è dunque di continuare a denunciare alle autorità competenti in tempi brevi, dato che, come afferma Moschini, chi non lo fa rischia di non essere risarcito per effetto della legge Cartabia. «Lo scopo delle attività nostre» continua il legale «è scongiurare il rischio di veder andare in fumo i capitali investiti e fare il possibile per recuperare detto capitale, andandone a chiedere la restituzione agli ideatori della truffa e a tutti coloro - compresi, ovviamente, agenti/subagenti/segnalatori - che da tale truffa hanno tratto guadagno. In tal senso, nei giorni scorsi la Guardia di Finanza ha eseguito importanti sequestri ai danni di soggetti a vario titolo coinvolti nella colossale truffa. Plaudiamo a tale operazione e siamo certi che quelli disposti in questi giorni siano solo i primi di una lunga serie di sequestri; grazie a tali sequestri, riusciremo a recuperare il maltolto. Invitiamo tutti coloro che ancora non hanno sporto denuncia a segnalarci tempestivamente la loro vicenda. A breve, inoltre, eserciteremo ulteriori importanti azioni a tutela dei diritti degli investitori».

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