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Giovedì, 22 Febbraio 2024
il caso

Truffa dei bitcoin, indagati 38 broker

Si allarga l'indagine sulla Nft, che prometteva interessi miracolosi

Si allarga l'indagine sul crac della Nft, azienda che prometteva tassi d'interesse molti alti per investimenti in criptovalute. Sono 38 adesso i broker finanziari iscritti del registro degli indagati. 
Le accuse, secondo quanto riporta il Gazzettino, sono di abusivismo finanziario. Per questo la guardia di finanza ha effettuato una serie di perquisizioni domiciliari in tutta Italia. 
Sale così a 80 il numero degli indagati per un raggiro che ha coinvolto 700 clienti e che ha visto la sparizione di un monte investimenti complessivo che viene stimato in 300 milioni di euro, coinvolgendo 4 mila persone. Difficile comunque risalire alla cifra esatta perché diversi investitori sono rimasti nell'ombra e hanno preferito non denunciare il raggiro alle forze dell'ordine. 

La Nft, acronimo di New Financial Services, che aveva come persone chiave Christian Visentin, Emanuele Giullini e Mauro Rizzato, prometteva interessi mensili del 10% sugli investimenti in criptovalute. Il tutto, secondo quanto raccontavano ai clienti, avveniva grazie a un avveniristico algoritmo sviluppato dall'azienda che faceva fruttare il denaro tramite la compravendita su diverse piattaforme. 
Secondo gli inquirenti però non c'era nessun algoritmo e l'attività si svolgeva secondo il più classico "Schema Ponzi". Gli interessi degli investitori inizialmente venivano realmente saldati, ma non grazie all'algoritmo, bensì grazie alle quote dei nuovi arrivati. Un sistema che regge per un periodo, per poi implodere. 
Cosa che è avvenuta nell'estate del 2022. 

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