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Lunedì, 26 Febbraio 2024
Cronaca

Sfruttano i numeri della Polizia Postale per svuotare i conti correnti: come proteggersi dalle truffe

I consigli delle forze dell'ordine dopo gli ultimi casi segnalati in Regione

«Siamo della Polizia Postale: il suo conto è sotto attacco, sposti i soldi su un conto sicuro». È questo più o meno l'iter di numerosi truffatori che si servono di tecnologie di ultima generazione per truffare gli utenti. Sono diverse le segnalazioni di persone contattate da numeri telefonici apparentemente provenienti dagli Uffici della Polizia Postale del Friuli Venezia Giulia. Una nuova tipologia di truffa che combina l’utilizzo delle tecniche di spoofing telefonico, a quelle tipiche del vishing, dello smishing e di social engineering, rendendosi così particolarmente insidiosa da smascherare.

Come funziona

I malviventi sfruttano centralini VoIP presenti all’estero, con i quali possono “clonare” i numeri di telefono che appaiono sul display degli smartphone quali “chiamate in entrata”. In alternativa si avvalgono di servizi di invio SMS personalizzati.

Ogni truffa utilizza lo stesso modus operandi. Si comincia con un primo contatto telefonico, da numeri di telefono riconducibili a Poste Italiane, o tramite SMS di tipo “PosteInfo” che vengono inseriti automaticamente all’interno della sequenza dei messaggi che realmente arrivano dall’operatore bancario.

I falsi operatori del servizio di sicurezza di Poste Italiane comunicano all’interlocutore di connessioni anomale sul proprio conto, invitandolo a cliccare su un link che apre pagine “clone” nelle quali inserire i codici di accesso e dispositivi del conto.

Dopodiché i truffatori, abilissimi a conquistare la fiducia dell’interlocutore, ricontattano la vittima utilizzando il numero degli Uffici della Polizia Postale approfittando della fiducia del cliente nei confronti degli uffici di polizia. Con un linguaggio chiaro e semplice informano la vittima che è in atto un attacco informatico al conto corrente. da “sventare” tramite una specifica procedura.

La persona, tratta in inganno, effettua un bonifico o un postagiro del proprio capitale verso un conto definito “sicuro” dai truffatori, con la promessa di riottenere il denaro il giorno successivo quando le misure di sicurezza del conto verranno ripristinate.

I consigli

La Polizia Postale consiglia di:

  • diffidare sempre di chi, spacciandosi per un operatore delle Forze dell’ordine, richiede l’esecuzione di bonifici o pagamenti in qualsiasi forma. La Polizia Postale non chiede mai di eseguire movimentazioni di somme di denaro, né chiede le credenziali di accesso ai servizi di home banking. In caso di dubbio, contattare il proprio istituto di credito.
  • nel caso in cui si riceva la chiamata di un soggetto che si presenta come appartenente ad una Forza di Polizia, si consiglia di chiedere il nome, il grado, la Forza di polizia e l’ufficio di appartenenza della persona e di riattaccare subito dopo. Cercare su Internet il numero di telefono della Forza di polizia o dell’ufficio che si presume abbia chiamato, comporre il numero e chiedere di parlare con il nome fornito dal precedente interlocutore;
  • allo stesso modo, diffidare sempre di presunti operatori bancari o di Poste Italiane che dovessero chiamare per chiedere le credenziali di accesso al conto o per sollecitare lo spostamento del denaro su conti diversi dal proprio.

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