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Domenica, 21 Aprile 2024
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Unabomber, chiesto prelievo del Dna al giornalista che ha riaperto il caso

Le parole di Maisano, autore del podcast: «Atto dovuto, ma le prove non le ho toccate »

Le analisi dei dieci reperti sul caso Unabomber dovranno tenere conto anche del  Dna dell’autore che ha riaperto il caso dell’attentatore. La richiesta è partita dagli avvocati difensori degli indagati -  Alessandra Devetag e Leopoldo da Ros - in modo da accertarsi della effettiva validità delle prove al centro della nuova inchiesta della Procura di Trieste. Gli esami sono iniziati verso la fine di marzo con il supporto degli esperti al Ris di Parma. Ma già durante la prima udienza, come ben documentato lo scorso 13 marzo, i legali avevano subito sostenuto che erano stati manipolati. Il procuratore Antonio De Nicolo e lo stesso giornalista sin dal primo momento hanno dichiarato che non c’era alcun rischio di una possibile contaminazione dei reperti. Ma il giudice, il gup Luigi Dainotti, ha accolto la richiesta della difesa per quanto riguarda il prelievo del Dna del reporter che andrà ad aggiungersi, oltre a quello degli undici indagati, anche a quello di Ettore Mengozzi, coautore del podcast e del custode del magazzino. 

Inchiesta Unabomber, la difesa: «Reperti tolti dalle buste e manipolati»

Come ha sostenuto lo stesso Marco Maisano - che in questo ultimo periodo è riuscito a far riaprire il caso grazie al sostegno di due delle vittime dell’attentatore (Francesca Girardi e Greta Momesso) - si tratta di un procedimento standard in modo da escludere qualunque tipo di manomissione. «Io, il mio collaboratore e credo anche il custode dell'archivio, abbiamo dato l'assenso a sottoporci al prelievo del Dna, come richiesto dalla difesa di alcuni degli indagati” - afferma come riportato dall’Ansa - è un atto formale, ma su un caso così importante è giusto per escludere ogni dubbio. Anche perché siamo in incidente probatorio». Il giornalista, che sarà protagonista di un altro episodio - tutt’ora inedito - del podcast "Fantasma - Il caso Unabomber", è certo  sull’autenticità dei reperti dato che «abbiamo visto solo delle buste con nomi sopra, le abbiamo prese e spostate da una scatola all'altra, senza vedere cosa ci fosse dentro, senza aprirle. Su una c'era scritto 'capello bianco' e l'abbiamo messa in un'altra scatola»  Il giudice per le indagini preliminari ha dunque assegnato l’incarico ai due consulenti, il comandante del Ris di Parma Giampietro Lago e l’antropologa molecolare forense dell’Università di Firenze Elena Pilli, che dovranno depositare i risultati entro 90 giorni.

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