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Martedì, 25 Giugno 2024
Cronaca

Svolta nel caso Unabomber: trovato il Dna

Al momento sono trentuno le persone coinvolte per i fatti avvenuti tra le province di Pordenone, Udine, Treviso e Venezia.

Dall'inchiesta su Unabomber è arrivata una possibile svolta nelle indagini. L'attentatore che creò il panico nel Nordest, fra il 1994 e il 2007, potrebbe avere finalmente un volto dopo che sono stati acquisiti elementi utili grazie all'utilizzo di strumenti tecnologici di ultima generazione. Dagli esami, come riportato sul Messaggero Veneto, sarebbero emerse tracce di dna mitocondriale presente sui reperti trovati nelle zone degli attentati. A quel punto si dovrà procedere con la comparazione del profilo genetico dei sospettati. Trentuno, per la precisione. Uncidi sono gli indagati della precedente inchiesta. Venti sono invece le persone coinvolte che non risultano indagate.

I periti del Tribunale di Trieste hanno chiesto una proroga di due mesi di lavoro per raccogliere più informazioni possibili entro l'udienza prevista per il mese di ottobre. I reperti si riferiscono agli attentati dal 1994 al 1996 e dal 2000 al 2006 nelle province di Pordenone, Udine, Treviso e Venezia.  Analisi che si sono soffermate su formazioni pilifere trovata in una bomboletta di stelle filanti, un tubo,  un uovo, e su nastri isolanti presenti in alcune confezioni di pomodoro e di maionese. I controlli sono poi proseguiti sui rilievi dattiloscopici, su un inginocchiatoio, una scatoletta di sgombro, un congegno nascosto sotto la sella di una bicicletta, e una bottiglia di Coca Cola.

Maurizio Paniz, legale di uno dei sospettati Elvo Zornitta, ha espresso tutta la sua contrarietà rispetto quanto è stato riportato nei giornali. "È inconcepibile che escano notizie che hanno determinato le pagine dei giornali di oggi e la difesa non ne sappia niente. Mi fa sorridere il fatto che i giornali scrivano 'fitto riserbo degli investigatori', mi chiedo allora come siano uscite queste notizie". L'avvocato si è sempre detto  "felicissimo di qualsiasi indagine, di qualsiasi approfondimento", ma sulla conservazione dei reperti nutre "significativi dubbi perché in questi anni le manipolazioni possono essere state molteplici e quindi non credo sia stata garantita la conservazione". 

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