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Agrusti: «Entro un mese arriveranno i primi lavoratori formati in Ghana»

Il piano di Confindustria Alto Adriatico per risolvere il problema della mancanza di personale

Intervenendo in diretta questa mattina a Radio 24 al programma di Simone Spetia che trattava della difficoltà delle imprese di reperire manodopera, il Presidente di Confindustria Alto Adriatico, Michelangelo Agrusti, al quale è stato chiesto tra le altre cose dell’iniziativa in corso in Ghana, ha spiegato che l’associazione «si è parimenti mobilitata in Italia per creare condizioni attrattive ragionando sull’ipotesi di fornire alloggi gratuiti per lavoratori provenienti da oltre 300 chilometri; abbiamo avanzato la richiesta di produrre una leggina per consentire a persone provenienti, faccio degli esempi, da Brindisi o Reggio Calabria, di poter detrarre dalle imposte due viaggi low cost al mese per non sentirsi emigranti al pari dei loro nonni o dei loro padri e riuscendo così - ha detto ancora - a mantenere delle relazioni sociali coi territori di appartenenza; una leggina utile anche per consentire alle imprese di detrarre o di considerare alla stregua di beni strumentali gli alloggi messi a disposizione dei lavoratori». 

«Allo stesso tempo – ha aggiunto – abbiamo utilizzato il decreto Cutro a fronte di un’esperienza maturata negli anni con la comunità ghanese con la quale c’è stata una straordinaria capacità di integrazione con persone poi dimostratesi assolutamente capaci di confrontarsi con un sistema industriale così complesso come il nostro. Ci siamo rivolti a una Scuola di formazione tecnica e professionale straordinaria fondata dai salesiani ad Accra e in altre aree del Paese con la quale è stato stipulato un accordo per affinare in loco la preparazione su vari mestieri: carpentieri, carrellisti e saldatori. Confindustria Alto Adriatico, per il tramite di una primaria società di outplacement italiana, fornisce ulteriore formazione. Chiuso questo cerchio i lavoratori verranno in Italia con un contratto di lavoro che la società di outplacement ha a sua volta stipulato con le aziende manifatturiere interessate. Siamo nella fase finale – ha detto ancora – credo che entro un mese arriveranno i primi lavoratori ai quali è somministrata anche della formazione linguistica grazie alla Dante alighieri di Accra e all’Ambasciata italiana in Ghana».

Il Presidente di Confindustria Alto Adriatico ha poi commentato, convenendo, sulla scarsa competitività dei salari italiani: «L’anno scorso più di 800 mila persone hanno lasciato il posto fisso, qualcuno ha indagato questa situazione visto che l’anno precedente i numeri erano più o meno gli stessi, tant’è che oggi il film di Zalone che magnificava il posto fisso non farebbe più lo stesso effetto. Durante la pandemia c’è stata la possibilità di riflettere su qual è la risorsa scarsa che ciascuno ha: il tempo. In relazione al salario, aggiungo. Ebbene, credo sia necessaria una riflessione complessiva, l’esempio Luxottica non è applicabile ovunque ma va indagato. E poi c’è altro: noi stiamo diventando dei conto-lavoristi: tirare fuori da una fabbrica che fa solo bulloni, molle o viti stipendi elevati, è complicato. Produciamo il 35% della componentistica di alcuni dei più prestigiosi marchi di auto tedesche ma il gross margin è tutto ad appannaggio di chi questa componentistica la acquista e rivende che, in questo modo, riesce a pagare un operaio anche 2 mila 400 euro netti al mese».

Agrusti ha concluso sostenendo che «esiste un’ulteriore risorsa utilizzabile, razionalmente, con dignità, che è quella dei richiedenti asilo che lasciamo senza fare nulla dalla mattina alla sera nei vari centri più o meno dignitosi di accoglienza; vogliamo poter far lavorare anche loro, ne stiamo discutendo con le Prefetture, siamo a buon punto, stiamo facendo dei corsi per insegnargli rapidamente l’italiano di primo livello affinché, per esempio, possano apprendere le misure di sicurezza, un altro dei temi centrali che non può essere eluso. Il discorso è complesso e richiede un’organizzazione a trecentosessanta gradi. Noi ci stiamo provando»

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