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Economia / Porcia

Calo degli ordini e impiegati a rischio: tensione all'Electrolux

Al momento mancano 20 mila apparecchi rispetto allo scorso anno. Un numero che si fa ancora più marcato rispetto alle stime dell'azienda che puntava a una produzione di oltre 770 mila unità

Domani, 30 novembre, è previsto un incontro decisivo tra i sindacati e i vertici aziendali di Electrolux. Sul tavolo il tema degli esuberi dopo l'annuncio del taglio di tremila dipendenti a livello globale. Ma a preoccupare le associazioni sono i numeri legati alla produzione di elettrodomestici. Secondo quanto riportato dal Gazzettino, lo stabilimento di Porcia chiuderà con 600mila prodotti realizzati nel 2023, con un calo di 20 mila unità rispetto allo scorso anno.  

La cifra risulta ancora più preoccupante se si considerano le stime dell'azienda che puntava a una produzione di oltre 770 mila apparecchi. Dunque ben 170 mila lavatrici in più rispetto a quanto effettivamente l'azienda ha prodotto nel 2023.

L'azienda, dopo aver pubblicato i dati tel terzo quadrimestre del 2023, si è trovata di fronte a una perdita di quote di mercato in Nord America costringendola a rivedere l'organizzazione all'interno dell'impresa alla luce dei problemi che si stanno verificando fuori dai confini europei. Nel caso dello stabilimento di Porcia c'è ancora la questione del contratto di solidarietà che ha portato a una crescita della tensione tra Electrolux e sindacati. Le organizzazioni chiederanno la sospensione a partire da gennaio mantenendo le otto ore lavorative. Ma nella giornata di domani si saprà di più sul tema degli esuberi che potrebbero toccare in particolare gli impiegati e non gli operai come è successo in passato. 

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