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Crisi Savio, arriva la smentita: "Il futuro dell'azienda non è a rischio"

La società ha risposto alle denunce dei sindacati preoccupati dall'utilizzo prolungato della cassa integrazione all'interno dell'azienda

"In risposta alle incorrette e sorprendenti notizie pubblicate dai quotidiani locali negli ultimi giorni in merito allo stato di salute dell’azienda e al suo futuro, Savio tiene a precisare che quanto riportato non trova evidenza nella realtà dei fatti". L'azienda, dopo le recenti preoccupazioni dei sindacati sull'utilizzo della cassa integrazione, ha smentito categoricamente qualsiasi voce su un futuro incerto e sulla chiusura dello stabilimento di Pordenone. Lo ha fatto con una nota dove conferma quanto già stabilito nel piano strategico industriale.

Nel biennio 2023/2024 la proprietà belga "ha investito nel sito di Pordenone oltre 20 milioni di euro nell’area industriale, nella logistica e in energie rinnovabili. Sono già stati realizzati, negli ultimi 2 anni, un parco fotovoltaico da 1 Megawatt, tre nuove linee produttive, un nuovo reparto di automazione nella lavorazione dei cilindri, e un nuovo magazzino automatizzato. Inoltre, sono in cantiere nuovi reparti di lavorazione meccaniche".

Nel 2023 sono state completate e avviate tre nuove linee produttive per la nuova roccatrice Proxima, presentata lo scorso anno alla fiera internazionale Itma. Un prodotto che sta dando ottimi riscontri dal mercato e sostituirà gradualmente le roccatrici precedenti. Savio ha inoltre finanziato il progetto che porterà alla realizzazione di magazzino automatico che dovrebbe entrare in funzione entro fine anno 2024.  "I progetti e gli impegni del piano industriale, dunque, sono stati rispettati e realizzati ovvero in fase avanzata di realizzazione".

Il legame con la Cina

Per quanto riguarda invece le "illazioni" di possibili spostamenti produttivi in Cina, Savio ricorda che "è presente nel mercato cinese dagli anni ’90 e dal 2006 con uno stabilimento di proprietà". Una presenza internazionale che ha permesso all'impresa "di essere uno dei protagonisti in ambito mondiale e di poter fronteggiare i concorrenti del settore. Lo stabilimento cinese - prosegue la nota - produrrà roccatrici solamente per il mercato interno come ha sempre fatto dal 2006 a oggi". 

La scelta di puntare sul mercato asiatico non dovrebbe dunque incidere sullo stabilimento di Pordenone, su cui Savio ha dichiarato di voler "continuare a investire in tecnologie innovative di robotica, automazione e logistica per essere competitivi". 

Investimenti

A Pordenone non solo c'è la direzione strategica ma anche il dipartimento di Ricerca& Sviluppo con 80 persone che lavorano in un settore che potrebbe crescere ancora grazie ad altre assunzioni  nei prossimi mesi.  "La direzione aziendale sta discutendo in questi giorni con la proprietà Vandewiele nuovi investimenti per alcuni milioni di euro da realizzare nel corso dell’esercizio 2024, che si sommano agli investimenti del piano industriale sopra menzionato".

La cassa integrazione

La nota dolente resta il ricorso alla cassa integrazione. Una scelta legata alla crisi di tutto il settore meccanotessile a livello mondiale. A influire è un calo della domanda che è dovuta alla riduzione di consumi di prodotti tessili. "L’azienda è ben cosciente di quanto ciò possa influire negativamente sulla situazione economica dei lavoratori; tuttavia, è un doloroso passaggio, necessario per fronteggiare questo momento". 

Sulla mancanza di trasparenza la direzione aziendale ci tiene a sottolineare di aver informato tutti i lavoratori nel corso di una sessione plenaria che si è svolta il 18 marzo. Si è parlato delle difficoltà contingenti e della necessità del contributo di tutti per uscire da questa fase negativa, affrontata con la consapevolezza di poter contare sul pieno supporto e sulla solidità finanziaria della proprietà". Savio continua a erogare  risorse, "e sta fornendo tutti gli strumenti affinché Savio sia pronta, e più forte di prima, quando il mercato riprenderà".

"Il futuro di Savio non è assolutamente a rischio"

La società giudica quindi "temerarie e ingiustificate" le uscite riportate dagli organi di stampa che, "basate su fonti non verificate e su notizie false hanno prodotto solamente effetti destabilizzanti" e una forte preoccupazione da parte dei lavoratori. Per questo, usando le parole della dirigenza, "il futuro di Savio non è assolutamente a rischio".

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