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Martedì, 27 Febbraio 2024
Lavoro / Porcia

Electrolux, ora è ufficiale: procedura di licenziamento per 168 impiegati

La lettera inviata al ministero e alle Regioni per sei stabilimenti in Italia

Mancava solo l'ufficialità. La direzione di Electrolux Italia ha inoltrato la comunicazione dell'apertura della procedura di licenziamento collettivo di 168 impiegati e quadri. La lettera è stata spedita al Ministero del Lavoro, alle Regioni Friuli Venezia Giulia, Veneto, Lombardia, Emilia Romagna e Marche, all'Ispettorato del Lavoro, alle organizzazioni nazionali e locali dei lavoratori e alle associazioni di Confindustria nazionale e locali. 

Electrolux: in 10 anni persi 600 dipendenti

Gli esuberi toccheranno in particolare la zona del pordenonese, dalla sede di Porcia (73) agli uffici del Centro di Information technology di Pordenone (13).  I licenziamenti riguardano gli stabilimenti di Susegana (34 unità), Forlì (38), Cerreto Ancona (5) e Solaro Milano (5). Una scelta dettata dalla crisi dell’elettrodomestico e da una necessità da parte gruppo Electrolux di un piano di ristrutturazione aziendale dopo «le significative perdite di volumi in un quadro di flessione del mercato europeo, sceso al di sotto di 80 milioni di unità complessive, ossia con una diminuzione di circa il 12% rispetto al periodo pre-pandemico».

Il prossimo incontro sarà quello decisivo. È previsto infatti un confronto a Roma il 22 febbraio incentrato sul settore dell'elettrodomestico, mentre è in programma, sempre al Ministero per le imprese e il Made in Italy, un tavolo specifico sul caso Electrolux. I sindacati riprenderanno le trattative con l'azienda il prossimo 4 marzo.

Secondo il coordinatore provinciale Mauro Capozzella del Movimento 5Stelle tutto questo è la «conferma, purtroppo, una linea di tendenza di forte ridimensionamento dell'attività produttiva dello stabilimento pordenonese. Un segnale preoccupante che deve trovare adeguate risposte e chiarimenti sul futuro della Electrolux a Porcia nell'ambito del cosiddetto settore del "bianco" che sta attraversando un periodo di forte stagnazione». Per l'esponente pentastellato  «il prossimo incontro al Ministero deve fornire un quadro positivo per Porcia che interessa una importante componente socio-economica del pordenonese che ha già altre realtà in difficoltà. Il Governo dovrebbe pensare di più a interventi per l'industria anziché prevedere inutili investimenti per oltre 11 miliardi di euro come per il ponte sullo stretto di Messina. Il tessuto economico regionale vede molti casi di crisi, da Trieste a Pordenone e Udine e ha perso una occasione di un importante investimento occupazionale per divieti da parte della giunta Fedriga».

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